Interferenze al volo di von der Leyen: la Bulgaria smentisce il coinvolgimento russo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le autorità bulgare hanno operato una netta marcia indietro riguardo alle presunte interferenze russe ai sistemi di navigazione del velivolo su cui viaggiava la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. L’episodio, che aveva suscitato allarme, risale a domenica 31 agosto, quando il jet – diretto da Varsavia a Plovdiv per un incontro con il premier bulgaro e una visita a uno stabilimento bellico – avrebbe perso i segnali Gps in fase di avvicinamento all’aeroporto. Fonti ufficiali di Sofia hanno tuttavia dichiarato, smentendo le prime ipotesi circolate, che «non esistono prove» per attribuire l’accaduto a un deliberato attacco di Mosca.

La vicenda assume contorni più complessi, e potenzialmente più gravi, poiché – come emerso da successive ricostruzioni – quello in Bulgaria non sarebbe stato un caso isolato. Già il giorno prima, il 30 agosto, l’aereo della von der Leyen avrebbe subito interferenze ancor più intense e prolungate mentre sorvolava l’Estonia e il Mar Baltico, aree notoriamente soggette a questo genere di attacchi ibridi riconducibili alla Russia. In quell’occasione, il guasto ai sistemi di navigazione sarebbe durato circa undici minuti, lasciando l’aereo praticamente «al buio» in una zona di alta tensione.

Sul piano politico, l’accaduto ha offerto il pretesto per dure critiche all’apparato di sicurezza europeo. L’eurodeputata della Lega Susanna Ceccardi, intervenendo da Bruxelles, ha sottolineato con sarcasmo la contraddizione per cui l’Unione spenderebbe «42 milioni l’anno» per un’agenzia dedicata alla cybersicurezza, con sede in Grecia, senza però «riuscire a proteggere l’aereo della presidente» durante le sue missioni ufficiali.

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