Gps in tilt sul volo di von der Leyen, l'Ue accusa Mosca mentre il vertice di Parigi si avvicina
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Redazione Esteri
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L’aereo che trasportava la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stato costretto a un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Plovdiv, in Bulgaria, dopo che misteriose interferenze hanno reso inutilizzabile il sistema di navigazione satellitare. Il pilota, privato dello strumento fondamentale per l’approccio, ha dovuto far ricorso alle mappe cartacee per condurre in sicurezza l’atterraggio, un episodio che ha immediatamente sollevato allarmi e sospetti. Fonti interne allo staff della von der Leyen, le quali, pur senza fornire prove definitive, hanno indicato senza mezzi termini la Russia come responsabile dell’accaduto, un’ipotesi che trova fondamento nel ripetersi di simili incidenti in prossimità di zone di conflitto o di interesse strategico per Mosca.
Il Cremlino, attraverso i suoi portavoce, ha prontamente respinto ogni accusa, definendole "infondate", in una dinamica di accuse e smentite che ormai caratterizza ogni scambio tra il blocco occidentale e quello guidato da Vladimir Putin. L’episodio, per quanto circoscritto, innalza ulteriormente il già elevato livello di tensione, aggiungendo un tassello inquietante – fatto di guerra elettronica e sabotaggio informatico – al confronto in atto, che va ben oltre il teatro ucraino.
Mentre i tecnici investigano sulla natura precisa delle interferenze, che pare abbiano colpito non solo il singolo velivolo ma l’intera area aeroportuale, l’agenda politica europea prosegue il suo corso, seppur gravata da questo nuovo contenzioso. Il principale tema sul tavolo rimane la definizione di garanzie di sicurezza credibili per l’Ucraina, un esercizio complesso in assenza di elementi concreti sui negoziati di pace. La presidente von der Leyen, che non ha subito conseguenze fisiche dall’incidente, continua a delineare scenari che dipendono in larga misura dalla volontà degli alleati.




