Interferenza gps sul volo Von der Leyen, Bruxelles accusa Mosca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Commissione europea, attraverso la portavoce Arianna Podestà, ha confermato ufficialmente che l’aereo della presidente Ursula von der Leyen è stato vittima di un’«interferenza» al sistema di navigazione durante il volo verso Plovdiv, in Bulgaria, lo scorso 1° settembre. «Possiamo effettivamente confermare che si è verificato un disturbo del segnale GPS», ha dichiarato Podestà, aggiungendo che le autorità bulgare sospettano «una palese interferenza da parte della Russia», sebbene l’aereo, per fortuna, sia atterrato in sicurezza senza conseguenze per i passeggeri.

La ricostruzione dei fatti, inizialmente riportata dal Financial Times, ipotizza un deliberato atto di sabotaggio volto a disorientare il velivolo, costringendolo a un sorvolo strumentale dell’aeroporto di destinazione. Tuttavia, alcuni analisti del settore aeronautico pongono interrogativi tecnici sulla dinamica, osservando come, secondo i dati disponibili, il segnale satellitare sarebbe rimasto integro «dal decollo all'atterraggio», il che complica una valutazione definitiva e univoca dell’accaduto.

La gravità dell’episodio assume una dimensione ancor più significativa alla luce della rivelazione giunta da Carsten Breuer, ispettore generale della Bundeswehr, il quale ha reso noto di aver subito personalmente, in due distinte occasioni, analoghe interferenze durante voli istituzionali. Una di queste si è verificata a nord del Mar Baltico, l’altra mentre si recava in visita alle truppe tedesche dislocate in Lituania, circostanze che egli stesso ha ricondotto ad «atti di sabotaggio e spionaggio» riconducibili ad attori statuali, con un chiaro riferimento alla Russia.

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