Malpensa resta intitolato a Berlusconi, il Tar liquida i ricorsi dei Comuni
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Redazione Interno
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Il tribunale amministrativo regionale della Lombardia ha messo fine alla querelle sull’intitolazione dello scalo di Milano Malpensa, decidendo che il nome del fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi, continuerà a campeggiare accanto a quello dell’infrastruttura. La prima sezione del Tar, presieduta da Antonio Vinciguerra, ha infatti dichiarato in parte infondati e in parte inammissibili i ricorsi presentati dal Comune di Milano e da tre amministrazioni della provincia di Varese – Cardano al Campo, Somma Lombardo e Samarate – che avevano impugnato la delibera dell’Enac. Una decisione, quella dei giudici, che non solo conferma la legittimità dell’iter amministrativo, ma sposta l’asse della disputa dal piano politico a quello strettamente giuridico, dove le obiezioni sollevate dai ricorrenti non hanno trovato alcun fondamento.
Le ragioni del tribunale: sulla toponomastica decide lo Stato
Per comprendere la portata della pronuncia, occorre partire dall’assunto che ha guidato i giudici: un aeroporto non è una semplice piazza o una via cittadina. Si tratta, come sottolineato nella sentenza, di un’infrastruttura che appartiene al demanio statale e che assolve a una funzione “ontologicamente extralocale”. Ne consegue, spiegano i magistrati, che i Comuni limitrofi non possono invocare il proprio potere in materia di toponomastica per opporsi a una scelta che, per legge, ricade nelle competenze dell’Enac e del Ministero delle Infrastrutture. L’intitolazione a Silvio Berlusconi – divenuta operativa l’11 luglio 2024 a seguito di un ordine del giorno del Consiglio regionale lombardo approvato subito dopo la scomparsa del leader – è stata quindi interpretata come un atto dal valore eminentemente onorifico, privo di quegli effetti lesivi immediati sul territorio che avrebbero potuto legittimare il ricorso.
Il nodo Milano: nessun collegamento territoriale
Particolarmente significativa è la posizione del Tar nei confronti del capoluogo lombardo, il socio di maggioranza di Sea, la società che gestisce lo scalo. Palazzo Marino aveva sostenuto il proprio diritto a impugnare la delibera, ma i giudici hanno seccamente respinto questa tesi rilevando una circostanza fattuale inoppugnabile: l’aeroporto di Malpensa non sorge nel territorio del Comune di Milano, né tantomeno in quello della sua provincia. L’intera infrastruttura, viene ricordato nella sentenza, è posizionata nel Varesotto. Manca quindi quel “collegamento diretto” tra l’ente ricorrente e l’efficacia spaziale del provvedimento, condizione indispensabile per riconoscere a un soggetto la legittimazione a fare ricorso. Una carenza, questa, che ha reso l’impugnativa del Comune di Milano inammissibile già in partenza.
La reazione della maggioranza: “Sconfessata la sinistra”
L’annuncio del verdetto, divulgato con un post su Facebook dalla sezione milanese di Forza Italia, ha innescato una reazione immediata nel centrodestra. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Marco Bestetti – che aveva personalmente spinto per la costituzione in giudizio di Regione Lombardia a difesa dell’intitolazione – ha parlato di una sentenza che “sancisce l’assoluta correttezza dell’iter amministrativo”. Bestetti, nel commentare il lavoro del tribunale, ha rivendicato il risultato definendo i ricorsi mossi dalle amministrazioni avversarie come viziati da “un’evidente impronta politica ed ideologica”, auspicando che la giustizia non debba più in futuro “perdere tempo e risorse pubbliche” su quello che ha giudicato un tentativo di opposizione pretestuoso. Al di là della retorica politica, il dispositivo del Tar chiude definitivamente la partita amministrativa: Malpensa resta ufficialmente intitolata a Silvio Berlusconi.




