Roma, la legge di Murphy colpisce ancora: per Wesley c’è una lesione, e adesso l’esterno salta le prossime partite
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Redazione Sport
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L’ultima sosta per le nazionali, quella che ogni club attende con il fiato sospeso nella speranza che i propri giocatori rientrino senza intoppi, si è trasformata per la Roma in un nuovo, ennesimo capitolo di una stagione segnata dalle emergenze. È stato proprio al rientro dagli Stati Uniti, domenica, che il club giallorosso ha dovuto prendere atto dell’ennesimo stop forzato: Wesley, il laterale brasiliano, è tornato nella Capitale con un infortunio alla coscia destra rimediato durante l’amichevole disputata in Massachusetts contro la Francia. Un match, quello perso 2-1 dalla selezione verdeoro, che aveva già acceso i primi campanelli d’allarme quando il giocatore era stato costretto a uscire dal campo a venti minuti dalla fine, lasciando il posto a Roger Ibañez – oggi all’Al-Ahli – in quello che appariva già come un cambio precauzionale.
I primi accertamenti eseguiti dallo staff medico della nazionale avevano confermato i timori, evidenziando la presenza di una lesione muscolare. La Roma, dal canto suo, ha voluto vederci chiaro prima di stilare una diagnosi definitiva, sottoponendo il calciatore a ulteriori esami nella giornata di oggi, lunedì 30 marzo, presso le strutture del club nella Capitale. L’esito non ha fatto che cristallizzare la situazione: si tratta di una lesione che, sebbene la sua entità esatta sia stata comunicata con la consueta cautela dai medici, costringerà l’esterno a uno stop destinato a fargli saltare diverse partite in un momento della stagione che non ammette più passi falsi.
Una lista di assenze che si allunga senza sosta per Gasperini
L’infortunio di Wesley si inserisce in un quadro già fortemente compromesso per la rosa a disposizione dell’allenatore. La legge di Murphy, quella per cui se qualcosa può andare storto prima o poi lo farà, sembra essersi abbattuta con particolare virulenza sul club giallorosso in questo finale di campionato, un periodo decisivo in cui è in gioco la qualificazione alla prossima Champions League. Il tecnico, costretto a fare i conti con una serie impressionante di calciatori chiave ai box, vede quindi aggiungersi un altro nome a una lista di emergenze che si allunga di giorno in giorno, privando la squadra di soluzioni essenziali per la continuità e la profondità della rosa.
Proprio in questo frangente, mentre il resto del campionato si prepara al rush finale, la Roma si trova a dover gestire non solo il ko del brasiliano, ma anche le assenze prolungate di altri elementi considerati fondamentali per gli equilibri tattici voluti dall’allenatore. Se fino a ieri le difficoltà riguardavano principalmente altri reparti, ora anche la fascia destra, quella su cui Gasperini faceva affidamento per la spinta e la copertura, entra in una fase di emergenza acuta. La concomitanza di questi stop, unita al periodo di sosta che ha impedito un lavoro di gruppo mirato, complica ulteriormente la preparazione in vista dei prossimi impegni.
Il rebus per la fascia: le soluzioni in vista del big match di San Siro
Con Wesley costretto ai box, l’attenzione si sposta immediatamente sulla prossima sfida di campionato, un confronto di altissima tensione in programma domenica a San Siro. Il tecnico giallorosso si trova ora a dover studiare nuove soluzioni per il ruolo di esterno, valutando le alternative disponibili in un organico già provato dalle assenze. Le opzioni a disposizione, in attesa di capire l’evolversi delle condizioni degli altri indisponibili, sono molteplici e passano per profili con caratteristiche differenti: da Tsimikas, più orientato alla fase difensiva, a Angelino, che garantisce spinta sulla corsia mancina con possibilità di adattamento, passando per Rensch, che può ricoprire il ruolo di terzino destro più classico, fino alla soluzione rappresentata da El Shaarawy, capace di agire sulla fascia in un contesto di maggiore spinta offensiva.
Il match di Milano, di per sé già carico di implicazioni per la corsa ai primi posti, diventa così un banco di prova ulteriore per la capacità di adattamento della squadra. L’assenza di Wesley, la cui rapidità e capacità di inserimento erano diventate un’arma tattica non secondaria nelle ultime uscite, impone una riorganizzazione di parte del sistema di gioco. L’obiettivo, in attesa che gli esami strumentali definiscano con esattezza i tempi di recupero del brasiliano, è quello di limitare i danni di un’infermeria sempre più affollata, cercando di non disperdere il lavoro svolto fino a questo momento.




