Iperammortamento 2026, parte la piattaforma NPTR5: scadenze e passaggi da seguire

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’iperammortamento 2026 entra nella fase operativa con l’attivazione della piattaforma NPTR5 del GSE, disponibile dal 12 giugno 2026 per la prenotazione dell’agevolazione fiscale prevista dalla legge di Bilancio. Le imprese interessate devono seguire una procedura articolata che comprende la trasmissione di una comunicazione preventiva, la successiva conferma dell’investimento e il versamento di un acconto pari al 20%. Il rispetto delle scadenze e degli adempimenti documentali previsti rappresenta una condizione essenziale per accedere al beneficio e mantenerne la validità nel corso dell’iter previsto dalla normativa.

Le regole operative fissate dal decreto attuativo

Le modalità applicative della misura sono state definite dal D.M. MIMIT del 7 maggio 2026, provvedimento che ha individuato in modo dettagliato gli obblighi documentali a carico delle imprese che intendono utilizzare l’iperammortamento. Con l’entrata in funzione della piattaforma NPTR5, il percorso amministrativo richiesto per ottenere l’agevolazione assume una forma concreta e strutturata. Le aziende sono chiamate a presentare una comunicazione preventiva e a completare i successivi passaggi previsti dalla procedura, compresa la conferma dell’investimento accompagnata dall’acconto del 20%, nel rispetto delle tempistiche stabilite.

La pubblicazione dei decreti attuativi soltanto l’11 giugno 2026 ha però lasciato aperta una questione che riguarda numerose imprese. Nei primi mesi dell’anno molte realtà produttive avevano già avviato programmi di investimento facendo affidamento sul ritorno dell’iperammortamento previsto dalla legge di Bilancio 2026. L’attesa delle disposizioni operative ha creato un intervallo temporale tra l’annuncio della misura e la definizione delle procedure necessarie per accedervi. Proprio per questo motivo si è posto il tema degli investimenti avviati prima della comunicazione preventiva, considerato che i decreti stabiliscono come principio generale l’invio della comunicazione in una fase antecedente all’avvio dell’investimento.

Chi può accedere all’agevolazione e quali investimenti sono interessati

Il ritorno dell’iperammortamento è stato accolto positivamente perché la misura punta a sostenere gli investimenti destinati alla trasformazione digitale ed energetica del sistema produttivo nazionale. Il meccanismo scelto riprende la logica della maggiorazione del costo fiscale dei beni agevolabili, segnando il passaggio rispetto ai precedenti strumenti basati sui crediti d’imposta. L’obiettivo dichiarato è favorire gli investimenti delle imprese attraverso una leva fiscale collegata all’acquisto di beni che rientrano nei requisiti previsti dalla normativa.

L’ambito temporale della misura copre gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La platea dei beneficiari è ampia e comprende le imprese residenti e le stabili organizzazioni presenti in Italia. L’accesso non dipende dalla forma giuridica adottata, né dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione aziendale o dal regime fiscale utilizzato per la determinazione del reddito d’impresa. Si tratta quindi di un’agevolazione costruita per essere potenzialmente fruibile da una vasta gamma di soggetti economici che effettuano investimenti riconducibili alle finalità della trasformazione digitale ed energetica.

Accanto all’avvio della piattaforma NPTR5 resta inoltre l’attenzione su alcuni aspetti applicativi collegati alla Nuova Transizione 5.0, tra cui il tema dell’estensione del bonus al cloud. Nel frattempo, l’operatività dell’iperammortamento passa attraverso gli adempimenti previsti dai decreti attuativi e dalla procedura di prenotazione resa disponibile dal GSE. Per le imprese interessate, la corretta gestione della comunicazione preventiva, della documentazione richiesta e delle successive conferme rappresenta il passaggio centrale per accedere all’agevolazione prevista dalla legge di Bilancio 2026.

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