Iperammortamento 2026, al via le prenotazioni sul portale GSE: ecco come funziona
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Redazione Economia
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È partita ufficialmente la macchina operativa del nuovo iperammortamento, la misura fiscale che sostituisce i precedenti crediti d'imposta di Transizione 4.0 e 5.0 per accompagnare la trasformazione tecnologica ed energetica del sistema produttivo italiano.
Dopo il via libera della Corte dei Conti al decreto attuativo e la successiva firma del decreto direttoriale da parte del MIMIT, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha attivato, a partire dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026, la piattaforma telematica per la trasmissione delle comunicazioni preventive, il primo passo per accedere all'agevolazione.
Le regole del nuovo iperammortamento
L'iperammortamento 2026, reintrodotto dalla Legge di Bilancio 2026 (articolo 1, commi 427-436), rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al recente passato. La misura non prevede più un credito d'imposta da compensare, ma torna alla logica di una maggiorazione del costo fiscalmente rilevante dei beni agevolabili. In pratica, l'impresa che investe in beni strumentali nuovi e interconnessi potrà dedurre, ai fini IRES e IRPEF, un importo maggiorato rispetto alla spesa effettivamente sostenuta, incrementando le quote di ammortamento o i canoni di leasing.
Il beneficio è graduato in base all'entità dell'investimento annuale e prevede una maggiorazione del 180% per la quota fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni, e del 50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro.
I beni agevolabili e l'esclusione dei software in cloud
L'agevolazione si applica a due distinte categorie di investimenti. Da un lato, i beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione digitale delle imprese, secondo il paradigma 4.0, come macchine interconnesse, robot, sistemi di manifattura additiva e software avanzati, che sono elencati negli Allegati IV e V della legge di Bilancio 2026.
Dall'altro, i beni materiali destinati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l'autoconsumo, come pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo, con la precisazione che il dimensionamento dell'impianto non può eccedere il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva.
Una delle novità più discusse riguarda l'esclusione dei software fruiti in modalità cloud (SaaS) dal novero dei beni agevolabili, una scelta che ha suscitato perplessità nel mondo imprenditoriale, poiché esclude di fatto dalla misura una parte significativa della spesa per la digitalizzazione.
La procedura di accesso in cinque fasi
La procedura per ottenere il beneficio è articolata in una serie di comunicazioni obbligatorie da inviare al GSE, che rispetto alle bozze iniziali si sono arricchite per rispondere alle esigenze di monitoraggio della Ragioneria Generale dello Stato. Il percorso si apre con la comunicazione preventiva, appena resa disponibile, con la quale l'impresa prenota l'agevolazione, indicando i dati identificativi, la tipologia e l'ammontare degli investimenti programmati, nonché la data prevista di interconnessione o di entrata in funzione dei beni.
Ricevuto l'esito positivo dal GSE, l'impresa ha 60 giorni di tempo per inviare la comunicazione di conferma, allegando la prova del pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene. A investimento completato e avvenuta interconnessione, si procede con la comunicazione di completamento, da inviare entro il 15 novembre 2028, corredata da una perizia tecnica asseverata e da una certificazione contabile che attestino il possesso dei requisiti e la corrispondenza delle spese.
A questi tre adempimenti si aggiungono due comunicazioni periodiche annuali di monitoraggio, da inviare entro il 20 gennaio di ogni anno (per fornire dati sugli investimenti e la previsione di utilizzo del beneficio) e entro il successivo 30 giugno (per comunicare il piano di ammortamento e le quote imputate a ciascun esercizio).
Un'agevolazione per tutte le imprese, con scadenze da rispettare
La misura è destinata a tutte le imprese residenti in Italia e alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore di attività, dalla dimensione aziendale e dal regime fiscale adottato. Un elemento di semplificazione importante è l'assenza del cosiddetto "click day": non essendo previsto un tetto massimo di spesa per l'accesso al beneficio, le domande non sono soggette a un ordine cronologico di arrivo, riducendo la pressione sulle imprese.
La corretta e tempestiva trasmissione delle comunicazioni è condizione essenziale per fruire dell'agevolazione; in caso contrario, o in presenza di dichiarazioni false o della cessione dei beni prima del termine, si decade dal beneficio, con conseguente recupero delle somme indebitamente fruite da parte dell'Agenzia delle Entrate.




