La manovra 2026 rescinde il patto con i crediti d’imposta e rilancia l’iper-ammortamento, tra le incertezze delle imprese che attendono i decreti attuativi per programmare gli investimenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il panorama degli incentivi per le imprese italiane ha subito una svolta netta con l’entrata in vigore della legge di bilancio per il 2026, che segna il superamento della filosofia dei crediti d’imposta legati ai piani Transizione 4.0 e 5.0 per tornare a uno strumento classico della fiscalità agevolata: l’iper-ammortamento -7-8. La misura, contenuta nei commi da 427 a 436 dell’articolo 1 della legge n. 199 del 2025, introduce una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali – rilevante ai fini del calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria – che può arrivare fino al 180 per cento per gli investimenti di importo più contenuto -1-5. L’arco temporale coperto è triennale, dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, una finestra che il legislatore ha voluto ampia per consentire alle aziende una pianificazione degli interventi meno frenetica rispetto al passato, ma la cui operatività concreta è al momento sospesa in attesa dei provvedimenti attuativi -5-8.

I meccanismi della nuova maggiorazione e il rebus del “made in EU”

La struttura dell’agevolazione, che di fatto sostituisce i precedenti crediti d’imposta, si articola su tre fasce di investimento: per quelli fino a 2,5 milioni di euro il costo fiscale è maggiorato del 180%, per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni la maggiorazione scende al 100%, mentre per la parte tra 10 e 20 milioni si attesta al 50%, con un limite massimo di investimento agevolabile fissato a 20 milioni -1-7. Possono accedere al beneficio i titolari di reddito d’impresa, con l’esclusione dei lavoratori autonomi e delle imprese in procedura concorsuale, a patto che rispettino le normative sulla sicurezza sul lavoro e gli obblighi contributivi -1-8. I beni ammissibili, elencati nei nuovi allegati IV e V della legge di bilancio, includono macchinari, robot, software e sistemi per la digitalizzazione, ma anche impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, con una attenzione specifica ai moduli fotovoltaici ad alta efficienza prodotti in Europa -5-7. Il vincolo dell’origine europea dei beni, che impone la produzione in Stati Ue o dello Spazio economico europeo, rappresenta uno dei nodi interpretativi più delicati: per i beni immateriali, ad esempio, si richiede che almeno il 50% del valore dello sviluppo sia riconducibile a soggetti Ue, una condizione che richiederà certificazioni e dichiarazioni ad hoc da parte delle imprese -8.

Il webinar di TeamSystem e Informazione Fiscale per orientarsi tra bandi e scadenze

In questo contesto di transizione normativa, in cui gli imprenditori devono districarsi tra vecchi meccanismi in esaurimento e nuove procedure non ancora a regime, la formazione diventa uno strumento cruciale. Per questo, TeamSystem e Informazione Fiscale hanno organizzato un webinar formativo gratuito in programma per martedì 24 febbraio, alle ore 15:00, interamente dedicato alle aziende che nel 2026 intendono investire in beni strumentali, ricerca, digitalizzazione e internazionalizzazione -6. L’incontro online, che vedrà come relatori il commercialista Francesco Oliva e Andrea Familiari di TeamSystem, si propone di offrire una panoramica concreta sulle opportunità di finanziamento agevolato e contributi a fondo perduto ancora disponibili grazie alle risorse del Pnrr, concentrandosi in particolare su quattro aree strategiche: l’acquisto di beni materiali, i progetti di ricerca e innovazione, gli interventi di digitalizzazione e cyber security, e infine i piani di internazionalizzazione -6. Un focus specifico sarà dedicato all’iper-ammortamento, analizzato nel suo funzionamento pratico e nei criteri di accesso, con l’obiettivo di fornire agli imprenditori gli strumenti per valutare la prefattibilità degli investimenti e orientarsi tra i vari bandi, in un momento in cui la programmazione finanziaria richiede un approccio sempre più strategico e meno episodico -2-10.

Il limbo della Transizione 5.0 e l’attesa per i decreti attuativi

Se il nuovo iper-ammortamento disegna il futuro prossimo degli incentivi, il presente è ancora segnato dalle incertezze legate alla chiusura anticipata di Transizione 5.0, il pacchetto da 6,3 miliardi poi ridimensionato che a novembre 2025 ha visto interrompersi bruscamente il flusso delle domande, lasciando molte imprese in una situazione di stallo -3. Il termine del 28 febbraio 2026 per l’invio della documentazione relativa agli investimenti già avviati è atteso come una data spartiacque per fare chiarezza sulle risorse effettivamente utilizzate e su quelle ancora disponibili, anche alla luce dei 2,5 miliardi complessivamente destinati alla misura e dei fondi aggiuntivi stanziati in sede di conversione del decreto Milleproroghe -3. Nel frattempo, le aziende guardano con preoccupazione ai ritardi nell’emanazione del decreto attuativo del nuovo iper-ammortamento, che il Ministero delle Imprese e del made in Italy ha già trasmesso al Mef per il concerto: senza quelle regole operative, che dovranno definire nel dettaglio le procedure di accesso alla piattaforma del Gse, le caratteristiche delle certificazioni tecniche e le semplificazioni per l’attestazione del made in Ue, il rischio concreto è che si blocchi il flusso degli ordini, con ricadute negative sulla programmazione industriale -3-5. La gestione della misura, affidata al Gestore dei Servizi Energetici, richiederà l’invio di comunicazioni preventive, conferme di acconto e attestazioni di completamento, un iter burocratico che le imprese temono possa rivelarsi complesso quanto quello che aveva caratterizzato la fase calante del 5.0 -5-8.

Description: Webinar gratuito il 24 febbraio su iper-ammortamento 2026 e incentivi per imprese. Analisi della nuova legge di bilancio tra beni 4.0, fondi Pnrr e attesa decreti attuativi.

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