Iperammortamento 5.0, dalle 12 di oggi il portale del GSE apre le prenotazioni per le imprese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Si è aperto ufficialmente alle 12 di oggi, venerdì 12 giugno, il portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per la presentazione delle comunicazioni preventive legate al nuovo iperammortamento, la misura cardine del piano Transizione 5.0 che mira a incentivare la digitalizzazione e l’efficienza energetica del tessuto produttivo nazionale.

L’avvio della piattaforma telematica – reso operativo grazie al decreto direttoriale del MIMIT pubblicato l’11 giugno – consente alle aziende di accedere tramite l’area clienti del sito ufficiale, utilizzando le credenziali SPID, per formalizzare la prenotazione delle agevolazioni su un orizzonte temporale che abbraccia gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026 fino al 30 settembre 2028.

A dare notizia dell’operatività è stato il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, il quale – nel suo ruolo di responsabile del dipartimento Agricoltura del partito e capogruppo in Commissione Agricoltura a Palazzo Madama – ha ribadito come l’iniziativa rappresenti una leva fondamentale per la competitività economica, allontanando la retorica della transizione come mero ostacolo ideologico per trasformarla, invece, in un concreto ammortizzatore dei costi di produzione.

La nuova architettura fiscale: maggiorazione fino al 180% e l’addio al credito d’imposta

A differenza delle precedenti edizioni dei piani 4.0 e 5.0, il meccanismo di sostegno cambia radicalmente natura: non si tratta più di un credito d’imposta compensabile in F24, bensì di una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni che rileva esclusivamente ai fini fiscali, andando a incrementare le quote di ammortamento e i canoni di locazione finanziaria.

In pratica – e con un evidente intento di semplificazione strutturale – l’impresa beneficiaria potrà dedurre un importo maggiorato rispetto alla spesa effettivamente sostenuta, calcolato su tre scaglioni progressivi: si arriva al 180 per cento per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, percentuale che scende al 100 per cento per la fascia compresa tra 2,5 e 10 milioni, e infine al 50 per cento per la porzione di spesa che va da 10 a 20 milioni di euro.

I beni strumentali nuovi oggetto dell’agevolazione rientrano in due macro-categorie distinte: da un lato quelli materiali e immateriali finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale (elencati negli Allegati IV e V della legge di Bilancio 2026), dall’altro i beni destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo – inclusi i sistemi di stoccaggio – con il vincolo che il dimensionamento dell’impianto non superi il 105 per cento del fabbisogno energetico storico della struttura produttiva.

Le cinque comunicazioni obbligatorie e la battaglia sulla burocrazia

Sebbene l’iperammortamento sia stato accolto come un’opportunità di respiro pluriennale – forte di una dotazione complessiva che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro – l’accesso alla misura non è privo di criticità procedurali, tanto che le stesse associazioni di categoria avevano sollevato forti perplessità nelle fasi di stesura del decreto.

Le imprese, infatti, sono chiamate a rispettare un calendario fitto di adempimenti telematici: si parte con la comunicazione preventiva (quella aperta oggi), si prosegue con la conferma – da inviare entro sessanta giorni dall’esito positivo della prenotazione, dimostrando l’avvenuto pagamento di un acconto almeno pari al 20 per cento del costo – e si arriva alla comunicazione di completamento, corredata da perizia tecnica asseverata e certificazione contabile.

A queste si aggiungono due comunicazioni periodiche di monitoraggio (una entro il 20 gennaio e l’altra entro il successivo 30 giugno di ogni anno) per un totale di cinque interazioni obbligatorie con la piattaforma, un aspetto che Confartigianato aveva definito come “estrema burocratizzazione” capace di scoraggiare le piccole realtà a fronte di ingenti investimenti.

Sul fronte agricolo, tuttavia, il senatore Bergesio ha sottolineato come sia stata accolta una storica richiesta di semplificazione: le perizie tecniche per il settore primario potranno essere rilasciate anche da dottori agronomi, agrotecnici laureati o periti agrari, una scelta che – a suo dire – valorizza le professionalità territoriali e riduce i costi accessori per gli agricoltori.

L’esclusione del cloud e i nodi ancora da sciogliere per le conferme

Un elemento di rottura rispetto al passato riguarda la netta esclusione dal perimetro agevolativo dei software erogati in modalità cloud (il cosiddetto “Software as a Service”), una scelta che di fatto taglia fuori circa l’80 per cento del mercato digitale attuale, concentrando l’attrattività della misura sui beni materiali tradizionali e sugli impianti rinnovabili.

Nelle more di questo scenario, la piattaforma del GSE è attualmente operativa esclusivamente per la fase preventiva di prenotazione, mentre i termini per l’apertura delle successive sezioni dedicate alle comunicazioni di conferma e completamento dovranno essere definiti con un ulteriore provvedimento del MIMIT.

Resta inteso che l’eventuale mancato rispetto delle scadenze – o l’omessa trasmissione anche di una sola delle comunicazioni richieste – comporta il mancato perfezionamento della procedura e la conseguente perdita del beneficio, rendendo necessario per le imprese un monitoraggio costante del proprio iter amministrativo per non vanificare investimenti che, in molti casi, superano abbondantemente la soglia dei 2,5 milioni di euro.

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