Iran, 11esima ondata di attacchi Usa contro siti militari
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Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha fatto sapere di aver portato a termine con successo l’undicesima serata consecutiva di attacchi contro l’Iran. “Le forze del Centcom hanno preso di mira centri operativi militari iraniani, risorse navali, hangar per aerei, strutture di stoccaggio dei droni e infrastrutture logistiche militari, al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz“, si legge in una nota. (lapresse.it)
La notizia riportata su altri media
Dalla Casa Bianca, il presidente Usa ha parlato della possibilità di una “guerra totale” contro Teheran, riducendo al minimo le prospettive di un negoziato: «Vogliono disperatamente un incontro, ma non siamo interessati finché non saranno pronti». (La Stampa)
"Le forze di terra dell'esercito iraniano hanno preso di mira con missili terra-terra i sistemi missilistici Himars dell'esercito terrorista statunitense di stanza nella base di Arifijan, in Kuwait", ha reso noto l'agenzia di Stato, Irna, citando fonti ufficiali dell'esercito. (Tgcom24)
Per decenni, i conflitti nel Golfo Persico hanno avuto come unico grande bersaglio il petrolio. Che si trattasse di pozzi, raffinerie o petroliere, la geopolitica della regione ha sempre ruotato attorno all’oro nero. (Il Messaggero)

Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale Fars, citando un responsabile della provincia. Sempre secondo fonti iraniane, un altro attacco statunitense ha colpito all’alba la città di Jowar, nella provincia di Ilam. (Italpress)
Aumentare la pressione militare su Teheran, lanciando un’offensiva ancora più ampia, oppure tornare al tavolo delle trattative. È questo il dilemma che, a dieci giorni dalla ripresa dei combattimenti tra Iran e Stati Uniti, continua ad affliggere Donald Trump. (La Notizia)
Ore 8:50 - Tajani: dagli Houthi pericolo reale per i transiti «Ieri il ministro degli Esteri saudita Faisal mi ha voluto chiamare per aggiornarmi sul pericolo reale e crescente rappresentato dai ribelli Houthi per il libero transito nello Stretto di Bab-el-Mandeb». (Milano Finanza)




