Omicidio Porta Capuana, il cellulare di Alessandro Grivano al centro delle indagini
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Redazione Interno
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L'omicidio Porta Capuana torna a scuotere Napoli dopo l'uccisione di Alessandro Grivano, 32 anni, raggiunto da colpi d'arma da fuoco poco dopo la mezzanotte nella zona tra piazza Volturno e corso Garibaldi. L'allarme è stato lanciato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato inutile. L'episodio riporta l'attenzione sulla sicurezza dell'area e sulle indagini avviate per ricostruire quanto accaduto e individuare il movente dell'agguato.
Le indagini puntano sul movente e sul cellulare della vittima
Gli investigatori stanno concentrando una parte rilevante degli accertamenti sul telefono cellulare di Alessandro Grivano, sequestrato insieme agli abiti della vittima. Tra le ipotesi al vaglio c'è quella che il trentaduenne possa essere stato minacciato nell'ambito di una vicenda personale o passionale nella quale sarebbe stato coinvolto, anche indirettamente. L'analisi di chiamate, messaggi e chat potrebbe fornire elementi utili a ricostruire i rapporti della vittima e a individuare eventuali frasi minacciose o contatti significativi, mentre gli investigatori ritengono che l'inchiesta possa essere vicina a una svolta.
Tra gli elementi emersi figura anche l'ipotesi della presenza di una coppia di killer. Secondo quanto riportato, una donna sarebbe stata presente sullo scooter utilizzato durante il raid avvenuto nella notte a Porta Capuana e il suo ruolo non sarebbe stato soltanto passivo. Sullo sfondo restano questioni riconducibili a gelosie o possibili tradimenti, aspetti che vengono indicati come scenario preso in considerazione nell'attività investigativa per chiarire il contesto nel quale sarebbe maturato l'omicidio.
La rabbia del quartiere dopo il secondo omicidio in meno di due mesi
L'uccisione di Alessandro Grivano arriva a meno di due mesi da un altro omicidio avvenuto nella stessa zona. Il 10 maggio era stato infatti ucciso Elhoucine Ziouani, anche lui di 32 anni, tra la folla a Porta Capuana. La nuova sparatoria ha alimentato la preoccupazione dei residenti e degli operatori della zona, che denunciano un clima di paura e mettono in discussione l'efficacia delle misure adottate per contrastare la violenza nell'area.
Tra le voci raccolte c'è quella dell'imprenditore Ulderico Carraturo, che da oltre un anno porta avanti iniziative per il quartiere dove vive e lavora insieme al fratello in una delle pasticcerie più antiche di Napoli. Carraturo parla di incontri, sit-in e confronti con il prefetto Michele Di Bari e con il sindaco Manfredi, sostenendo però che la situazione non sia cambiata. Le sue parole esprimono la preoccupazione di chi vive quotidianamente la zona e vede susseguirsi episodi di violenza che continuano ad alimentare il timore per la sicurezza delle famiglie e dei più giovani.




