Alessandro Grivano, l'omicidio a Porta Capuana e la pista passionale: chi era il 33enne ucciso a Napoli

Alessandro Grivano, l'omicidio a Porta Capuana e la pista passionale: chi era il 33enne ucciso a Napoli
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un colpo di pistola esploso a distanza ravvicinata, un proiettile che centra in pieno il petto di un uomo in sella al suo scooter, e la notte di Napoli si tinge ancora una volta di sangue. È successo intorno all'una, in piazza Sant'Anna a Capuana, a due passi dalla sua abitazione: la vittima è Alessandro Grivano, 33 anni, originario del Borgo Sant'Antonio Abate e con un passato di piccoli precedenti di polizia alle spalle.

Soccorso da un automobilista di passaggio e trasportato d'urgenza all'ospedale dei Pellegrini, l'uomo è morto poco dopo il ricovero, lasciando gli inquirenti a fare i conti con una matassa investigativa che al momento pare intrecciare piste diverse, dalla vendetta personale a un possibile movente passionale.

La vittima e il profilo social di un "hasta la muerte"

Alessandro Grivano, sposato e padre di due figlie, sul suo profilo social aveva scelto una frase che oggi suona come una tragica premonizione: "Hasta la muerte". Accanto, un immaginario fatto di musica neomelodica, dita che simulano una pistola ed emoji di armi e catene, un universo che racconta le periferie e che ora assume il sapore di un presagio sinistro.

Al di là di questa rappresentazione virtuale, il nome di Grivano era già noto agli archivi giudiziari: nel 2019 era rimasto coinvolto in una vasta inchiesta sulle truffe agli anziani, un giro miliardario che avrebbe fruttato circa 200mila euro a settimana e che, secondo l'impostazione degli inquirenti, sarebbe stato controllato dal clan Contini.

Per quella vicenda, il 33enne era stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione nel 2022, sebbene i giudici avessero poi escluso per lui e per gli altri imputati l'aggravante della finalità mafiosa.

L'agguato in piazza Sant'Anna e le indagini della Squadra mobile

Il delitto si è consumato in pochi istanti, in una zona che è purtroppo tristemente nota per l'escalation di violenza che la sta caratterizzando. Mentre era in sella al suo scooter, Grivano è stato raggiunto da un colpo di pistola calibro 7,65 che lo ha centrato al torace; un secondo proiettile sarebbe andato a vuoto. I killer, che secondo una prima ricostruzione potrebbero averlo affiancato con un altro scooter, hanno agito con spietata determinazione noncuranti della presenza di decine di persone in strada, complice l'afa estiva.

Gli investigatori della Squadra mobile, guidati dal primo dirigente Mario Grassia, hanno immediatamente avviato le indagini, acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e ascoltando familiari, amici e conoscenti della vittima per ricostruire le sue ultime ore e le sue frequentazioni più recenti.

Pista passionale o regolamento di conti? Le ipotesi sul movente

Al momento, gli inquirenti sembrano orientarsi verso più ipotesi, senza escluderne alcuna. Sebbene la vittima fosse vicina agli ambienti del clan Contini, come dimostrato dal suo coinvolgimento nella vicenda delle truffe agli anziani, la pista di un omicidio di camorra legato a un regolamento di conti o a una faida tra i clan Contini e Mazzarella per il controllo del territorio di Porta Capuana sarebbe al momento meno accreditata. Quella che sta guadagnando invece terreno è l'ipotesi di un movente passionale o personale.

Secondo alcune indiscrezioni, il delitto potrebbe essere maturato nell'ambito di una relazione sentimentale contrastata, forse una difesa di Grivano nei confronti di una donna importunata poco prima dell'agguato, uno sgarro che sarebbe costato caro al 33enne. Una pista, quella della vendetta personale, che sembra prevalere nelle valutazioni degli investigatori, i quali continuano a scandagliare la vita privata della vittima alla ricerca di elementi che possano confermare o smentire questa prima, decisiva ipotesi.

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