Marocco, nubifragio record sommerge Safi: almeno 37 vittime tra le acque
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Redazione Esteri
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Una delle emergenze alluvionali più gravi dell'ultimo decennio ha colpito il Marocco, mettendo in ginocchio la città costiera di Safi, affacciata sull'Oceano Atlantico. Il bilancio, ancora provvisorio mentre le squadre di soccorso perlustrano il fango e i detriti alla ricerca dei dispersi, parla di almeno trentasette persone morte, come confermato dalle autorità locali attraverso i canali della televisione pubblica nazionale. L'ondata d'acqua, arrivata con furia repentina domenica sera, ha trasformato in un istante le vie del centro storico in percorsi mortali, travolgendo tutto ciò che incontrava.
La furia improvvisa dell'acqua
La tempesta, ribattezzata Emilia, ha scaricato sulla regione nubifragi di intensità record, concentrati in poche ore. L'acqua, che non ha trovato alcuno sbocco sufficiente, si è riversata con violenza inaudita nel cuore urbano, sommergendo completamente circa settanta abitazioni e costringendo intere famiglie a una fuga disperata, spesso senza avere il tempo di mettere in salvo nulla. Auto e rifiuti, aggregatisi in cumuli mostruosi trascinati dalla corrente, hanno agito come arieti, sfondando muri e contribuendo a quel quadro di devastazione assoluta che oggi i soccorritori si trovano ad affrontare.
La risposta delle autorità e il quadro della devastazione
La zona colpita, situata tra Essaouira e Casablanca, presenta uno scenario apocalittico, dove le infrastrutture risultano gravemente danneggiate e la vita quotidiana è completamente paralizzata. Il ministero dell'Interno, che coordina le operazioni, mantiene un filo diretto con i team presenti sul campo, i quali – nonostante le condizioni proibitive – continuano instancabilmente la loro opera. Si calcola, tra l'altro, che buona parte della città sia stata sommersa dalle acque, le quali non hanno risparmiato né attività commerciali né luoghi pubblici, lasciando dietro di sé una scia di fango e distruzione.
Una tragedia che riaccende i riflettori sulla fragilità del territorio
Questo evento estremo, al di là dell'immane costo in vite umane, ripropone con drammatica urgenza il tema della vulnerabilità di alcuni territori di fronte a fenomeni meteorologici sempre più intensi e concentrati. La rapidità con cui si è scatenata l'alluvione, definita "improvvisa" dalle prime ricostruzioni, ha dato scarse possibilità di reazione a molti residenti, colti di sorpresa dall'arrivo di quella che era, di fatto, un'autentica onda anomala interna. La macchina degli aiuti, ora, è impegnata su due fronti paralleli: quello dell'emergenza immediata, con l'allestimento di strutture per gli sfollati, e quello della valutazione dei danni, un'operazione complessa che richiederà tempo.
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