Il partito di Erdogan esulta: «Scioglimento del Pkk segna una svolta»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il partito Akp del presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accolto con soddisfazione l’annuncio dello scioglimento del Pkk e della fine della lotta armata, definendolo «un punto di svolta» per la Turchia. «L’effettiva attuazione della decisione sulla dissoluzione e sull’abbandono delle armi, che comporterà la chiusura di tutte le strutture illegali del gruppo e delle sue diramazioni, rappresenta una svolta decisiva», ha dichiarato un portavoce del partito di governo, sottolineando come questa mossa possa aprire una nuova fase nei rapporti con la minoranza curda.

La notizia, diffusa dall’agenzia Firat News Agency, vicina al Pkk, conferma quanto anticipato nei giorni scorsi: il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, dopo oltre quarant’anni di conflitto armato, ha deciso di auto-sciogliersi e deporre le armi. Una scelta maturata nel corso di un congresso tenutosi tra il 5 e il 7 maggio, durante il quale è stata discussa una lettera del fondatore Abdullah Öcalan, detenuto dal 1999, in cui si sosteneva che «il Pkk ha assolto il suo compito storico» e che «la battaglia per i diritti curdi deve ora spostarsi sul piano politico».

Quello che per decenni è stato considerato un gruppo terroristico da Ankara, oltre che da Stati Uniti e Unione Europea, cessa così ufficialmente la sua attività militare, chiudendo un capitolo sanguinoso che ha provocato decine di migliaia di vittime tra Turchia, Iraq e Siria. Sebbene l’organizzazione mantenga ancora una presenza ramificata in diversi territori, l’annuncio segna un passo senza precedenti, che potrebbe ridisegnare gli equilibri nell’area.

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