Perugia, un poker per ripartire: 4-0 al Forlì nella vigilia di Natale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’aria di Natale, si sa, porta con sé talvolta dei doni inaspettati, e al “Curi” di Perugia ne è arrivato uno particolarmente gradito, che ha il sapore di una tregua necessaria dopo un periodo di tensione. I grifoni, infatti, hanno chiuso il girone di andata e l’anno solare con un’affermazione netta, per quattro a zero, contro il Forlì, interrompendo una striscia negativa che aveva alimentato preoccupazioni profonde. Quella partita, che ha visto la squadra padrona di casa esprimere un gioco di maggiore autorevolezza e concretezza, ha consegnato ai tifosi, e al club tutto, un punto di ripartenza essenziale, sebbene non risolutivo, in vista di una seconda parte di stagione che si annuncia ancora tutta in salita e densa di insidie.

La partita e le individualità

Sul campo, il Perugia ha saputo imporre il proprio ritmo fin dalle battute iniziali, dimostrando una concentrazione e una determinazione che nelle uscite precedenti erano sembrate affievolirsi. La retroguardia, spesso criticata, ha trovato compattezza, con alcuni uomini a svolgere un ruolo di primo piano. Tra questi, spicca la prestazione di Dell’Orco, valutato con un 7, il quale ha saputo contenere con efficacia le offensive avversarie sulla sua fascia, contribuendo altresì a lanciare azioni pericolose in avanti, diventando un perno tanto in fase difensiva quanto in quella di spinta. Al suo fianco, Angella, con un 6.5, è apparso come il padrone assoluto dell’area di rigore, guidando con esperienza la linea difensiva, mentre Riccardi, assegnatario di un 6, ha saputo gestire con attenzione un attaccante di peso come Petrelli. Tozzuolo, pur con un giudizio di sufficienza piena (6), è stato descritto come attento nella copertura, in una serata dove gran parte del gioco offensivo si è sviluppato sull’altro lato. In porta, Gemello, anch’egli con un 6, non è stato praticamente mai chiamato a interventi di vera e propria emergenza, a testimonianza del lavoro svolto dai compagni che lo precedevano.

Il significato di una vittoria

Al di là delle singole valutazioni, che pure aiutano a comporre il mosaico di una prestazione positiva, il risultato assume un valore che travalica la semplice somma aritmetica dei gol segnati. Quelli conquistati, infatti, sono tre punti che vanno a nutrire un’autostima che aveva subito contraccolpi, rinvigorendo l’anima di una squadra e del suo ambiente in un momento psicologicamente delicato. La classifica, è bene ricordarlo, rimane comunque deficitaria e la posizione in zona pericolo obbliga a mantenere alta la guardia; la vittoria, per quanto importante, non cancella d’un tratto le problematiche emerse nel corso del girone di andata, ma rappresenta una base solida dalla quale tentare di costruire una reazione organica e duratura. Si tratta, in altre parole, di aver finalmente “calato” una mano vincente, dopo una sequenza di giocate sfortunate, ma la partita per la salvezza, come sottolineato, è ancora lunga e si compone di ben diciotto giornate.

Lo sguardo al futuro prossimo

Proprio per questo, l’ingresso nella pausa natalizia avviene con uno stato d’animo lievemente sollevato, ma con la consapevolezza che il lavoro da fare è ancora moltissimo. L’attenzione, come inevitabile in queste circostanze, si sposta rapidamente sul mercato di riparazione invernale, indicato dalla cronaca come uno strumento necessario per tentare di colmare le lacune della rosa, lacune che hanno condotto il club a occupare posizioni di bassa classifica. Il presidente Faroni, presente alla partita, ha potuto osservare da vicino sia le potenzialità che le esigenze della squadra. Il prossimo futuro, quindi, non sarà solo questione di preparazione atletica e tattica, ma anche di scelte di calciomercato mirate: serviranno, per restare in metafora, altre “carte giuste” da giocare nei prossimi mesi, cercando di rendere quella contro il Forlì non un episodio isolato, bensì il punto di svolta di una stagione finora difficile.

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