La Formula 1 cancella i gran premi di Bahrein e Arabia Saudita: aprile senza corse
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Redazione Sport
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La Formula 1 ha ufficialmente cancellato i gran premi del Bahrein e dell’Arabia Saudita, entrambi in programma per il mese di aprile, a causa dell’escalation del conflitto in Medio Oriente che, come noto, vede coinvolti direttamente Israele e gli Stati Uniti da una parte e l’Iran dall’altra. L’annuncio, ampiamente atteso negli ambienti del paddock dopo giorni di consultazioni serrate, è arrivato nella tarda serata di sabato 15 marzo da Shanghai, dove domenica si correrà il gran premio di Cina. Le gare, che avrebbero dovuto disputarsi rispettivamente il 12 aprile a Sakhir e il 19 aprile nel circuito di Jeddah, non verranno sostituite, con la conseguenza che il calendario iridato subirà una contrazione, tornando a quota 22 appuntamenti e regalando al circus una pausa forzata di cinque settimane.
Una decisione obbligata dopo l’attacco all’Iran
Il contesto geopolitico, è bene ricordarlo, è precipitato dopo l’offensiva lanciata il 28 febbraio scorso, quando gli Stati Uniti e Israele hanno dato il via a operazioni militari contro l’Iran, azioni che hanno portato all’uccisione di oltre milleduecento persone, inclusa, secondo fonti locali, la guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei. La rappresaglia di Teheran, che ha risposto con droni e missili verso obiettivi israeliani e basi statunitensi nella regione, ha di fatto reso impraticabile, per ragioni di sicurezza e per le oggettive difficoltà logistiche legate alla chiusura di diversi spazi aerei, l’organizzazione di due eventi di portata planetaria come quelli di Formula 1.
La decisione, comunicata ufficialmente dalla Federazione Internazionale dell’Automobile e da Formula One Group, è stata presa in piena consultazione con i promotori locali e con i club automobilistici dell’area, ed è motivata dall’impossibilità di garantire l’incolumità di piloti, team e di tutto il personale che ruota attorno al circo della Formula 1, senza dimenticare le categorie propedeutiche come la Formula 2, la Formula 3 e la F1 Academy, i cui appuntamenti sono stati contestualmente annullati.
Le conseguenze logistiche e regolamentari
La cancellazione, al di là del mero aspetto sportivo, comporta una serie di ripercussioni tecniche e logistiche di non poco conto. Il mondiale, dopo la tappa di Suzuka prevista per il 29 marzo, si fermerà infatti per un mese intero, fino al gran premio di Miami del 3 maggio. Questa pausa, la più lunga nella parte iniziale di una stagione da molti anni a questa parte, avrà un impatto significativo sui programmi di sviluppo delle monoposto: i team avranno a disposizione quattro settimane aggiuntive per lavorare agli aggiornamenti aerodinamici, un lusso che in un campionato normale non ci si può permettere, e che potrebbe ridisegnare gli equilibri in pista al ritorno in pista.
Inoltre, come sottolineato da più parti, slittano i riferimenti temporali per i controlli della FIA sull’omologazione e sull’usura delle power unit, con la conseguenza che il chilometraggio totale percorso dai motori nel corso dell’anno sarà inferiore rispetto alle previsioni iniziali, un fattore che potrebbe favorire chi ha mostrato qualche problema di affidabilità nei primi appuntamenti stagionali.
L’impatto economico e i tentativi di ripiego
Sul fronte economico, l’addio alle due tappe mediorientali rappresenta un duro colpo per le casse di Liberty Media e delle squadre. Bahrein e Arabia Saudita, va detto, corrispondono alcuni dei diritti di ospitalità più elevati dell’intero calendario, e la loro assenza si tradurrà in un mancato introito stimato in oltre centotrenta milioni di dollari, una cifra che, sebbene non metta in crisi la sostenibilità del campionato, peserà sui bilanci.
Fonti vicine all’organizzazione rivelano che sono state esplorate diverse ipotesi per trovare delle alternative, nel disperato tentativo di tamponare il vuoto lasciato da Sakhir e Jeddah. Si è parlato di un possibile ritorno a Portimão, in Portogallo, o a Istanbul, in Turchia, e persino di un secondo gran premio in Giappone, ma tutte le opzioni sono state scartate: i tempi tecnici per organizzare una gara da zero, dalla logistica alla vendita dei biglietti, si sono rivelati semplicemente insufficienti, e l’idea di aggiungere un venticinquesimo appuntamento in un calendario già fitto di impegni è stata giudicata impraticabile.




