Roma, il rebus plusvalenze e il futuro di Soulé: la strategia per lo sprint finale
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Redazione Sport
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La corsa contro il tempo per rispettare gli accordi con l'Uefa è entrata nel vivo, con la scadenza del 30 giugno ormai imminente. La Roma, che deve generare plusvalenze per una cifra stimata tra i 50 e i 60 milioni di euro, ha messo in campo una strategia che punta a evitare cessioni last minute e potenzialmente svantaggiose, confidando in un dialogo con l'organo di controllo di Nyon per trovare una soluzione che non preveda sacrifici dolorosi.
La chiave di volta di questo complicato puzzle, in attesa che si sblocchi la situazione, resta il futuro di Matias Soulé, sul quale il club giallorosso ha riposto le proprie speranze per fare cassa, nonostante i dubbi del calciatore riguardo a una destinazione araba.
Il conto alla rovescia e il dialogo con l'Uefa
A Trigoria il conto alla rovescia per le cessioni, lungi dall'essere un'ansia improrogabile, è stato in qualche modo "resettato" dalla convinzione che il confine del 30 giugno possa essere valicato, seppur con i dovuti accorgimenti. La proprietà, in accordo con il nuovo direttore sportivo Tony D'Amico, preferirebbe gestire le operazioni in uscita con maggiore calma, sfruttando un ipotetico "periodo finestra" che si estenderebbe fino al 15 luglio, per non cedere sotto prezzo i propri gioielli.
Tra gli scenari possibili, a Trigoria si valuta con realismo lo spettro di nuove sanzioni economiche, piuttosto che subire una cessione dolorosa e sottopagata all'ultimo secondo; non viene infatti esclusa la possibilità di discutere con l'Uefa, già a novembre, l'avvio di un piano economico correttivo per sistemare i conti in modo strutturale.
Il caso Soulé e la strategia di mercato
Il destino di Matias Soulé è al centro dell'intera strategia di mercato della Roma per questo sprint finale. L'argentino, che non ha un ritorno alla Juventus nel suo futuro immediato, è finito nel mirino dell'Al-Diriyah, club saudita che ha messo sul piatto un'offerta di circa 35 milioni di euro, una cifra che sarebbe vitale per il bilancio romanista.
Tuttavia, l'alto ingaggio proposto, superiore ai 10 milioni di euro a stagione, non è riuscito a fugare del tutto i dubbi del giocatore, che sembrerebbe preferire soluzioni in campionati ritenuti più competitivi come la Premier League o la Bundesliga; il suo ok, per questo motivo, potrebbe arrivare soltanto nei primi giorni di luglio, dopo la fatidica scadenza di giugno.
Il nuovo corso con D'Amico e Gasperini
Mentre la dirigenza lavora per districare la matassa finanziaria, la nuova Roma targata Gian Piero Gasperini inizia a prendere forma. Il tecnico, che ha già iniziato a programmare il futuro, vede in Mason Greenwood il primo obiettivo per rinforzare l'attacco. A coadiuvare il lavoro del mister è arrivato Tony D'Amico, ufficialmente nuovo direttore sportivo, il quale, dopo aver ottenuto una deroga per operare prima del 1° luglio, è già al lavoro per soddisfare le richieste dell'allenatore e gettare le basi per i grandi colpi in entrata.
Le prossime ore saranno cruciali per capire se la Roma riuscirà a trovare un'intesa con l'Uefa che soddisfi entrambe le parti, evitando sanzioni pesanti, oppure se sarà costretta a pagare una nuova multa pur di preservare la rosa a disposizione di Gasperini.




