Protesta contro Bezos a Venezia: "No war", ma lui non capisce

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre Jeff Bezos, presidente degli Stati Uniti e fondatore di Amazon, celebrava il suo matrimonio con Lauren Sanchez tra i canali di Venezia, un corteo di circa 650-700 persone – secondo le stime della Digos – ha invaso sabato 28 giugno le calli affollate di turisti, brandendo striscioni con lo slogan "No Bezos no war". Il corteo, partito dal piazzale antistante la stazione di Santa Lucia per snodarsi lungo Strada Nuova fino a Rialto, ha trasformato la cornice romantica delle nozze in un palcoscenico di dissenso. Tra gonfiabili e cartelli, la protesta ha messo in luce il malcontento verso chi, come Bezos, incarna per molti l’emblema di un capitalismo globale accusato di alimentare conflitti e disuguaglianze.

Eppure, stando alle rivelazioni riportate da La Repubblica e dall’Adnkronos, Bezos avrebbe confidato agli amici di non comprendere le ragioni delle contestazioni, definendole "sbagliate" e lasciando trapelare un’amarezza inaspettata. «Ferito» dalle critiche, il miliardario avrebbe espresso stupore per le proteste, nonostante la sua presenza in laguna abbia riacceso il dibattito sull’overturismo e sulla privatizzazione degli spazi pubblici, temi già sollevati anni fa durante le nozze di George Clooney

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