Un punto ciascuno a Carrara, Festa para tutto e il Mantova interrompe la serie negativa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il fischio finale allo Stadio dei Marmi ha sancito una divisione di bottino perfetta, un pareggio senza reti che, se da un lato conferma le difficoltà offensive della Carrarese, dall'altro permette al Mantova di tirare un sospiro di sollievo dopo una lunga serie di sconfitte. La partita, tecnicamente non esaltante, è stata contraddistinta da pochi momenti di vera pericolosità e da una maggiore efficacia degli uomini di mister Vecchi nelle fasi di costruzione, anche se a spiccare, in negativo, è stata soprattutto l'inconcludenza delle due offensive, incapaci di trovare la via della rete nonostante qualche occasione creata. La cronaca nera, purtroppo, fa spesso da sfondo alle vicende sportive, ma in questo caso l'attenzione rimane focalizzata sul rettangolo verde, dove si è disputata una gara di Serie C dalla posta importante per la classifica, lontana dai riflettori dei grandi palcoscenici ma non per questo meno sentita.

Le scelte in difesa e un equilibrio mai scalfito

Sulla panchina della Carrarese, mister Calabro ha sorpreso optando per un 3-4-2-1, una mossa che, se da un lato ha garantito solidità, dall'altro ha forse limitato la spinta in avanti. L'assenza per un problema muscolare del capitano Imperiale ha portato all'inserimento di Oliana al centro della difesa a tre, affiancato da Illanes e Calabrese, scelto al posto di Ruggeri. Questa retroguardia, bisogna dirlo, ha lavorato complessivamente bene, contenendo con ordine le manovre avversarie e concedendo pochissimo: Oliana, in particolare, ha mostrato grande controllo nella gestione dei palloni alti, mentre Illanes ha confermato la sua affidabilità in una gara di sostanza. Davanti a loro, però, il centrocampo ha faticato a imprimere ritmo e a servire palloni utili per l'unica punta, lasciandola spesso isolata e in balia della difesa biancorossa.

Il Mantova più pericoloso e il portiere eroe

Se la Carrarese ha mostrato le sue solite criticità negli ultimi venti metri, con una precisione sotto porta davvero modesta e una lucidità nell'ultimo passaggio che latita da tempo, il Mantova è apparso più organizzato e pericoloso in transizione. I migliori chances da rete della serata sono state infatti dalla loro parte, ma a sbarrar loro ripetutamente la strada si è trovato un determinante Simone Festa. Il portiere giallazzurro, seppur non chiamato a interventi acrobatici continui, si è fatto trovare sempre pronto nei momenti decisivi, uscendo bene sui cross e neutralizzando con prontezza i conclusioni più insidiose degli attaccanti rivali. La sua è stata una prestazione di sicurezza e comando, fondamentale per mantenere la porta inviolata e per compensare quelle che, in alcune fasi, sono state leggerezze della linea difensiva che lo precedeva.

Le valutazioni individuali e il bilancio

Oltre a Festa, positivo è stato il rendimento di altri elementi della squadra di casa, come Hasa, che ha provato a dare dinamismo e qualità tra le linee. Decisamente in ombra, invece, l'esibizione di Mancuso, il cui apporto è risultato marginale e privo di quella incisività che ci si aspetterebbe da un giocatore del suo ruolo. Per il Mantova, il punto guadagnato in trasferta assume il valore di un piccolo punto di svolta dopo un periodo molto complicato, un risultato che, se non risolve i problemi in attacco, può almeno ridare fiducia a un gruppo che aveva accumulato quattro sconfitte consecutive. Adesso la sosta permetterà a entrambe le squadre di lavorare in vista del recupero del campionato, con l'obiettivo di ritrovare maggiore concretezza per scalare la classifica, mentre la politica internazionale segue i suoi corsi, con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, impegnato su altri fronti ben lontani dai campi di Serie C.

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