Mercedes-Benz VLE, il van che diventa una limousine cambia le regole del gioco per l’NCC
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Con il debutto della Mercedes-Benz VLE, la casa di Stoccarda segna un passaggio netto rispetto al passato, chiudendo definitivamente il capitolo della Classe V termica e aprendone uno nuovo interamente elettrico. La VLE, acronimo che sta per Van Luxury Electric, rappresenta la prima applicazione concreta della nuova architettura modulare VAN.EA, una piattaforma pensata per essere scalabile e al contempo così flessibile da poter ospitare, in futuro, anche il più imponente Sprinter. Il veicolo, nelle intenzioni del costruttore, non è un semplice erede ma il punto di contatto tra la versatilità di un monovolume e il comfort di marcia, le finiture e la maneggevolezza tipici di una limousine. Un obiettivo ambizioso, perseguito attraverso scelte tecniche precise come il coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,25, un valore da record per la categoria che incide positivamente sull’efficienza e sulla silenziosità di marcia.
La tecnica, in questo caso, è messa interamente al servizio dell’esperienza di bordo. Il telaio poggia su un sistema a 800 volt che alimenta una batteria da 115 kWh al nichel-manganese-cobalto, capace di garantire, nella versione a trazione posteriore VLE 300, un’autonomia superiore ai 700 chilometri nel ciclo WLTP. Chi invece cerca la massima potenza può orientarsi sulla VLE 400 4Matic, forte di due motori e 409 cavalli, in grado di spingere il grosso van fino a 100 km/h in 6,4 secondi. A stupire, però, è l’attenzione per la dinamica di guida in contesti urbani: l’asse posteriore sterzante, con un angolo fino a 7 gradi, riduce il diametro di sterzata a 10,9 metri, regalando a questo veicolo da oltre cinque metri l’agilità di una compatta. Non solo, le sospensioni pneumatiche Airmatic, di serie, permettono di variare l’altezza da terra di 40 millimetri, adattando l’assetto alle esigenze del momento o alle asperità del fondo.
Entrare nell’abitacolo significa scoprire dove la VLE cerca davvero di distaccarsi dalla concorrenza. Il sistema operativo MB.OS governa l’intera esperienza digitale a bordo, orchestrando i flussi di dati tra le numerose funzioni e consentendo un livello di personalizzazione e connettività che finora era appannaggio delle berline di punta. La plancia può essere equipaggiata con il cosiddetto Superscreen, che integra un display per il conducente da 10,25 pollici e due touchscreen da 14 pollici per la console centrale e il passeggero anteriore. Ma la vera rivoluzione è celata nel padiglione: per i passeggeri posteriori è disponibile un maxi schermo retrattile da 31,3 pollici con risoluzione 8K, che cala dal soffitto trasformando la vettura in una sala cinema viaggiante o in una sala riunioni riservata, il tutto gestito da un impianto audio Burmester a 22 altoparlanti.




