Lazio, presentato al Comune il progetto per lo stadio Flaminio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ventiquattro ore dopo il pareggio con la Juventus, il patron della Lazio, il senatore Claudio Lotito, ha deciso di imprimere una brusca accelerazione a un'idea che cova da tempo, quella di dotare il club di un tempio biancoceleste dedicato. Con una comunicazione ufficiale inviata al Dipartimento dello Sport di Roma Capitale, la società ha infatti presentato la documentazione necessaria per avviare l’iter di riqualificazione dello stadio Flaminio, l’impianto progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi che, non senza polemiche, potrebbe un giorno cambiare nome in “Stadio delle Aquile”. Una mossa, questa, che segue alla lettera le procedure previste dal codice dei contratti pubblici e che punta a salvare dalla decadenza un’architettura di pregio, come ha sottolineato anche il ministro dello Sport, obiettivo condiviso dalle parti in causa.

Il meccanismo della partnership pubblico-privata

La formula individuata per tentare di realizzare l’operazione in tempi rapidi è quella del partenariato pubblico-privato, un meccanismo che, come spesso accade per le grandi opere, vede la collaborazione tra un ente pubblico – in questo caso il Comune di Roma – e un soggetto privato, la S.S. Lazio. Il quadro normativo di riferimento è l’articolo 193 del codice dei contratti, il quale stabilisce che un operatore economico può presentare all’ente concedente una manifestazione di interesse preliminare, corredata da una richiesta di informazioni utili per la successiva predisposizione di una proposta dettagliata. È esattamente questo il percorso che la società capitolina ha intrapreso, invocando anche l’articolo 4 del decreto legislativo 38 del 2021, una norma che disciplina specifiche procedure per la realizzazione di opere pubbliche.

La palla passa ora agli uffici comunali

Ora che il fascicolo tecnico-amministrativo è giunto sul tavolo degli uffici competenti, dopo l’invio effettuato nella mattinata di lunedì, la responsabilità della valutazione iniziale passa interamente in mano al Comune. Saranno i tecnici del dipartimento Sport, nei prossimi giorni, a dover svolgere un’analisi approfondita della documentazione presentata, verificandone la completezza e la congruità con le normative vigenti. Si tratta di una fase indispensabile, che precede ogni possibile decisione sull’avvio formale del progetto, il quale prevede non un semplice restauro ma una complessa opera di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dell’esistente struttura del Flaminio, il cui stato di degrado è sotto gli occhi di tutti.

Un iter avviato, tra attese e procedure

L’iniziativa della Lazio, pertanto, segnale di una volontà precisa di investire sul proprio futuro, costituisce soltanto il primo passo formale di un cammino che sarà necessariamente lungo e sottoposto a numerosi controlli. La società ha dato il proprio impulso, depositando il progetto di fattibilità e tutti gli allegati richiesti dalla legge, ma spetta all’amministrazione capitolina stabilire se i contenuti di quell’istanza siano sufficienti per procedere oltre. La palla, per usare una metafora calcistica, è dunque passata dalla parte dell’ente pubblico, che dovrà valutare con scrupolo la fattibilità del piano nel suo complesso, prima di qualsiasi ulteriore sviluppo concreto.

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