Kiev: drone russo colpisce il sarcofago di Chernobyl. Mosca accusa l’Ucraina per l’attacco a Zaporizhzhia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un drone d’attacco russo, dotato di una testata altamente esplosiva, ha colpito nella notte il sarcofago della centrale nucleare di Chernobyl, la struttura in acciaio e cemento costruita per contenere le radiazioni del reattore n. 4, esploso nel 1986. L’impatto ha provocato un foro nell’involucro protettivo e un breve incendio, secondo quanto riportato dalle autorità ucraine, che hanno attribuito l’attacco a Mosca. Il Cremlino, tuttavia, ha respinto ogni accusa, negando qualsiasi coinvolgimento.

Il sarcofago, completato nel 2016, è una colossale struttura alta 108 metri e lunga 162, progettata per isolare le emissioni radioattive del reattore danneggiato. Nonostante il danno, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha confermato che i livelli di radiazioni nell’area non hanno subito incrementi significativi e che il guscio interno di contenimento non è stato compromesso. Tuttavia, l’episodio ha riacceso i timori per la sicurezza delle infrastrutture nucleari in una regione già segnata da uno dei più gravi disastri della storia.

Parallelamente, Mosca ha accusato l’Ucraina di aver colpito la centrale termoelettrica di Zaporizhzhia, situata in un’area controllata dalle forze russe. Secondo fonti russe, l’attacco avrebbe danneggiato alcune attrezzature, lasciando senza elettricità circa 50.000 persone nelle città di Ernegodar e dintorni. Non si registrano, al momento, vittime o feriti. Kiev non ha commentato direttamente le accuse, ma ha ribadito che la responsabilità degli attacchi alle infrastrutture critiche ricade interamente sulla Russia.

La situazione sembra inserirsi in un contesto più ampio di escalation, che vede le due parti accusarsi reciprocamente di colpire obiettivi sensibili, con conseguenze potenzialmente devastanti per la popolazione civile e l’ambiente. Chernobyl, in particolare, rappresenta un simbolo doloroso per l’Ucraina e per il mondo intero, essendo stata teatro del disastro nucleare del 1986, le cui conseguenze si fanno sentire ancora oggi.

Mentre le tensioni continuano a crescere, la guerra sembra lontana da una risoluzione. Le dichiarazioni di Mosca e Kiev si rincorrono, ma i fatti sul terreno mostrano una realtà sempre più complessa e pericolosa. L’attacco al sarcofago di Chernobyl, in particolare, solleva interrogativi sulle intenzioni e sulle possibili ripercussioni di un conflitto che non risparmia nemmeno le aree più sensibili e protette.

Intanto, sullo sfondo, le dinamiche politiche internazionali continuano a influenzare il conflitto. Le recenti dichiarazioni di Donald Trump, che ha auspicato un riavvicinamento tra Russia e Occidente, hanno suscitato reazioni contrastanti, con alcuni osservatori che vedono in queste posizioni un’ulteriore complicazione per gli equilibri già precari della regione.

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