Nathan Trevallion vede una nuova casa mentre la Garante parla di “sproporzione” e arrivano gli ispettori al Tribunale dell’Aquila
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Redazione Interno
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La vicenda giudiziaria che tiene lontani i tre figli della cosiddetta “famiglia del bosco” dai genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, registra in queste ore un duplice binario di sviluppi, l’uno legato alla quotidianità e alla ricerca di una nuova stabilità abitativa, l’altro prettamente istituzionale e dagli esiti ancora tutti da verificare. Da una parte, infatti, si muove la logistica familiare: Nathan Trevallion ha visitato questa mattina un immobile, messo a disposizione dal comune, che potrebbe diventare la loro prossima dimora. Un’eventualità, questa, che riporterebbe la coppia – la madre è tornata nel casolare nel bosco dopo l’allontanamento dalla casa famiglia disposto venerdì scorso dal Tribunale dei minorenni – a vivere sotto lo stesso tetto in attesa che la magistratura si pronunci sul destino dei piccoli. A dare notizia del sopralluogo, che avrebbe soddisfatto Trevallion per le caratteristiche del luogo – isolato e vicino al bosco, a dieci minuti dalla loro vecchia abitazione – è stato Armando Carusi, il ristoratore di Ortona che aveva concesso alla famiglia il proprio bed & breakfast in comodato d'uso gratuito, un contratto che tra l’altro volgerà al termine tra poche settimane.
Parallelamente a questi movimenti, e mentre gli avvocati della coppia depositano il ricorso contro l’ultimo provvedimento che ha separato la madre dai bambini, il fronte delle polemiche e dei controlli incrociati si infittisce. Il ministero della Giustizia, come confermato nelle scorse ore, ha avviato un’ispezione vera e propria al Tribunale per i minorenni dell’Aquila: gli ispettori, che già a fine novembre avevano aperto un’istruttoria dopo il primo allontanamento dei bimbi, ora potranno ascoltare i magistrati per fare piena luce sull’intera vicenda, dalla sospensione della responsabilità genitoriale fino alla recente ordinanza che ha allontanato la madre dalla struttura di Vasto. Una decisione, quest’ultima, che aveva portato i legali della famiglia a chiedere la sospensione del provvedimento alla Corte d’Appello, un’azione che proprio in queste ore viene formalizzata.
A gettare benzina sul fuoco del dibattito pubblico, già rovente, ci ha pensato la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, che dopo aver fatto visita ai bambini nella casa famiglia – smentendo categoricamente le voci di un loro sciopero della fame e rassicurando sulle loro condizioni di salute – ha rilasciato dichiarazioni estremamente dure. Il suo intervento, al termine dell’incontro con i piccoli, non ha lasciato spazio a fraintendimenti: la situazione, ha spiegato, appare “sproporzionata nel suo esito rispetto alle ragioni iniziali”, un’impressione che la Garante ha confermato con forza, chiedendo a tutte le parti in causa il massimo impegno per risolvere un caso che sembra essere degenerato oltre le sue cause scatenanti.
Il nodo della perizia e le reazioni dei magistrati
Il fulcro della contestazione mossa da più parti, e che ha portato anche a un inasprimento delle misure di sicurezza per la presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, oggetto nei mesi scorsi di attacchi e minacce sui social, risiede nella lettura degli atti clinici. La Garante Terragni, già nelle settimane precedenti all’ultimo provvedimento, aveva sottolineato come una perizia indipendente della Asl avesse evidenziato il disagio dei minori e l’importanza di preservare la continuità affettiva con i genitori, un monito che a suo dire non avrebbe trovato ascolto. I magistrati aquilani, dal canto loro, hanno difeso il proprio operato con una nota ufficiale in cui respingono al mittente i “toni aggressivi e non continenti” usati anche da esponenti politici, ribadendo che ogni decisione è presa nell’esclusivo interesse dei minori, per quanto “sofferte e delicate” esse possano essere, e che i loro provvedimenti restano ovviamente sindacabili nei successivi gradi di giudizio.
Nel frattempo, la vita dei bambini prosegue all’interno della struttura protetta, con il padre che ha potuto far loro visita, e la madre che resta in attesa di capire quali modalità le verranno concesse per rivederli. E mentre la macchina giudiziaria, con l’ispezione ministeriale in corso e il ricorso depositato, cerca di dipanare una matassa sempre più intricata, la questione abitativa dei genitori – con questa nuova casa all’orizzonte – rappresenta l’unico tassello, per ora, in via di definizione concreta.




