Il mercato dell’auto in Europa apre l’anno in calo, ma l’elettrificazione corre
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Redazione Economia
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Il 2026, per il settore automobilistico europeo, si apre all’insegna di una dinamica che potremmo definire a due velocità, laddove il dato complessivo delle immatricolazioni, in flessione rispetto allo scorso anno, cela al suo interno un’accelerazione piuttosto marcata della transizione verso le motorizzazioni elettrificate. Secondo i dati diffusi dall’Acea, l’associazione che riunisce i costruttori europei, a gennaio, nell’area che comprende Unione Europea, Regno Unito e Paesi Efta, sono state immatricolate 961.382 nuove vetture, registrando un calo del 3,5% rispetto allo stesso mese del 2025; un’inversione di tendenza, questa, che interrompe una serie positiva che durava da sei mesi consecutivi, sebbene il dato, a una lettura più attenta, riveli una trasformazione strutturale del mix di vendite -1-5.
Se si restringe lo sguardo al solo perimetro dell’Unione Europea, la contrazione è stata del 3,9%, con 799.625 unità vendute, un risultato che segna la prima battuta d’arresto dopo un semestre di crescita e che rappresenta, come sottolineano alcuni analisti, il secondo avvio d’anno negativo consecutivo per il mercato -3-8. Il dato, tuttavia, non deve trarre in inganno circa lo stato di salute delle alimentazioni a basse emissioni: le auto completamente elettriche a batteria, le cosiddette Bev, hanno infatti fatto registrare un balzo in avanti del 13,9% nell’area allargata, con 189.062 nuove immatricolazioni, mentre se consideriamo la sola Unione Europea l’incremento è stato addirittura del 24,2%, portando la quota di mercato delle Bev al 19,3%, un valore in netto rialzo rispetto al 14,9% di gennaio 2025 -3-6.
Il sorpasso delle ibride e il tracollo del termico
A guidare la transizione, però, non sono solo le auto alla spina. Le ibride tradizionali, quelle non ricaricabili che montano un motore elettrico di supporto a quello termico, si confermano la scelta prediletta dagli automobilisti europei: con 369.998 unità vendute, pari a un incremento del 6,4%, rappresentano ormai il 38,6% del mercato, consolidando il loro ruolo di tecnologia ponte verso una mobilità a zero emissioni -3. In forte ascesa anche le ibrido plug-in, che hanno visto le loro immatricolazioni schizzare del 32,2%, raggiungendo le 99.654 unità e una quota del 9,8%, a testimonianza di come i consumatori, pur abbracciando l’elettrificazione, non siano ancora pronti a rinunciare del tutto a un motore termico, seppur ancillare -7.
Di segno opposto, ovviamente, la parabola discendente delle motorizzazioni tradizionali. Le auto a benzina, con un crollo del 28,2%, hanno visto la loro quota di mercato nell’Ue ridursi al 22%, mentre per il gasolio il tracollo è stato del 22,3%, relegando il diesel a un ruolo marginale con una penetrazione dell’8,1% -4. Sommando i due carburanti fossili, si scopre che la loro incidenza sul totale delle immatricolazioni non raggiunge più il 31%, laddove un anno fa superava il 39%; un dato, questo, che fotografa in maniera inequivocabile la profondità del cambiamento in atto nel parco circolante, con i motori endotermici puri che diventano sempre più un’eccezione -3-8.
Stellantis brilla in controtendenza
All’interno di questo quadro generale, caratterizzato da un andamento altalenante dei grandi gruppi, spicca la performance di Stellantis. Il gruppo italo-francese, in controtendenza rispetto alla media del settore, ha archiviato gennaio con un +6,7% delle immatricolazioni nell’Europa allargata, totalizzando 164.436 veicoli e portando la propria quota di mercato dal 15,5% al 17,1% -2-5. Un risultato, questo, trainato in particolare dal marchio Fiat, che ha fatto segnare un balzo del 24,6%, e da Opel e Citroën, rispettivamente in crescita del 12,7% e del 14%, performance che hanno più che compensato le flessioni di altri brand del gruppo come Peugeot o DS -2.
Non tutti i costruttori, però, hanno saputo cavalcare l’onda dell’elettrificazione con la stessa efficacia. Il gruppo Renault, ad esempio, ha subìto un deciso ridimensionamento, con un calo delle vendite nell’Ue del 16,7%, mentre Volkswagen, nonostante mantenga saldamente la leadership di mercato con una quota del 27,5%, ha visto le proprie immatricolazioni diminuire del 3,7% -1-9. Tra i produttori di auto elettriche pure, infine, il dato più eclatante è quello di Byd: la casa cinese ha visto le sue vendite moltiplicarsi, con un incremento del 175% che le ha permesso di portare la propria quota di mercato all’1,7%, a fronte di una Tesla che, pur rallentando la propria caduta, continua a perdere terreno, segnando un -1,6% -1-7.




