Mercato auto in Europa, gennaio 2026 si apre con una flessione ma Stellantis corre e il cinese Byd vola

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il primo mese del 2026 non ha portato la tanto attesa stabilità per il settore automobilistico europeo, anzi, ha interrotto una serie di sei mesi consecutivi di crescita moderata, riportando il mercato in territorio negativo. Secondo i dati diffusi dall’Acea, l’associazione che riunisce i costruttori europei, le immatricolazioni nell’Unione Europea hanno subito un calo del 3,9% rispetto a gennaio dell’anno precedente, fermandosi a 799.625 unità -1-7. Se si allarga lo sguardo all’Europa Occidentale, includendo quindi i paesi Efta e il Regno Unito, il quadro non cambia di molto: la flessione si attesta al 3,5% con 961.382 nuove vetture immatricolate, un dato che, se confrontato con lo stesso periodo del 2025, riaccende i riflettori sulle difficoltà strutturali di un comparto in piena trasformazione tecnologica -6-10.

Ad aggravare la percezione di questa partenza a rilento, c’è il confronto con l’era pre-pandemica: rispetto al gennaio del 2019, il calo delle vendite nell’area occidentale del continente supera il 21%, una voragine che solo il mercato italiano, tra i major, prova timidamente a colmare con un incremento tendenziale del 6,2%, sebbene questo dato, come vedremo, nasconda alcune peculiarità legate al canale dei noleggi e alle auto immatricolate come dimostrative -4-10. Nel dettaglio delle altre grandi nazioni, la fotografia scattata dall’Acea mostra una Germania e una Francia entrambe in netto arretramento, con una contrazione del 6,6% ciascuna, mentre la Spagna tiene con un +1,1% e il Regno Unito mette a segno un +3,4% -1.

La rivoluzione silenziosa delle alimentazioni e il paradosso italiano

Mentre il volume complessivo delle vendite arranca, la composizione del mix di motorizzazioni racconta una storia di cambiamento radicale e inesorabile. I motori a benzina e diesel continuano la loro ritirata, registrando un crollo del 28,2% per i primi e del 22,3% per i secondi nell’Unione Europea, tanto che la loro quota di mercato combinata si è ridotta al 30,1%, un tonfo rispetto al 39,5% di un anno fa -3-7. A beneficiare di questo esodo sono principalmente le auto ibride, che si confermano la tecnologia preferita dai consumatori europei conquistando il 38,6% del mercato, ma è il fronte delle elettriche a mostrare i segnali più interessanti, nonostante un’adozione ancora a macchia di leopardo -3.

Le Bev, le auto completamente a batteria, hanno raggiunto una quota del 19,3% nel mercato Ue, in forte crescita rispetto al 14,9% di gennaio 2025, spinte da performance contrastanti nei quattro principali mercati di riferimento: se Francia e Germania tirano con aumenti rispettivamente del 52,1% e del 23,8%, Belgio e Paesi Bassi arretrano sensibilmente -7. In questo scenario, l’Italia rappresenta un’anomalia positiva per la crescita generale delle immatricolazioni, ma un fanalino di coda per quanto riguarda la diffusione dell’elettrico puro. La percentuale di Bev nel nostro Paese si attesta a un modesto 6,6%, la più bassa tra i grandi mercati europei, nonostante un incremento del 40,7% su base annua, a dimostrazione di quanto sia ancora lunga e tortuosa la strada verso la mobilità a zero emissioni nella penisola -2-4.

Stellantis corre in controtendenza, il gruppo Volkswagen arranca

In un contesto di mercato generalmente depresso, spicca la performance di Stellantis che, al contrario di molti concorrenti, ha saputo invertire la rotta. Il gruppo italo-francese ha registrato a gennaio un incremento delle vendite del 9,1% nella sola Unione Europea, con una quota di mercato salita al 18,2%, e una crescita del 6,7% nell’area allargata, grazie soprattutto al traino di marchi come Fiat, che ha visto un balzo del 24,6% nelle immatricolazioni, e Opel -1-5. Dall’altra parte dello schieramento, il colosso tedesco Volkswagen, pur mantenendo saldo il primato con una quota del 26,7%, ha accusato una flessione del 3,8% nelle vendite, in linea con il trend negativo generale -3. Situazione ben più complicata per il gruppo Renault, che ha visto crollare le proprie immatricolazioni del 15% in Europa Occidentale, con una quota di mercato scesa all’8,7%, e per Tesla, che continua a mostrare segni di difficoltà nel vecchio continente con una contrazione del 17% -6-10.

La nuova frontiera cinese: il boom di Byd e l'avanzata dei marchi asiatici

Se il mercato tradizionale scricchiola, la vera notizia, destinata a ridisegnare gli equilibri competitivi nei prossimi anni, è l’inarrestabile ascesa dei costruttori cinesi. Nonostante i dazi e le barriere commerciali, i brand del Dragone continuano a guadagnare quote di mercato in Europa con una progressione che non accenna a fermarsi. Il caso più eclatante è quello di Byd, che a gennaio ha fatto segnare un incremento delle immatricolazioni del 175% nell’Unione Europea, portando la sua quota all'1,7%, e addirittura un +165% nell’area occidentale, con 18.242 unità vendute -1-6. Complessivamente, i principali marchi asiatici hanno visto i loro volumi aumentare di circa il 17%, conquistando il 5,5% del mercato, un dato che suona come un campanello d’allarme per le case automobilistiche continentali, già alle prese con la difficile transizione energetica e i costi di produzione -2.

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