Auto, Crif: finanziamenti in lieve flessione nel 2025, usato e giovani sostengono il mercato

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 2025, stando all’ultimo Market Outlook sulla Mobility realizzato da Crif, si è chiuso con un segno meno per il comparto dei finanziamenti finalizzati all’acquisto di un’auto e per il leasing: il volume complessivo delle erogazioni, infatti, ha subito una contrazione dell’1,2% rispetto all’anno precedente, un dato che fotografa un rallentamento strutturale del mercato, influenzato in larga parte dal calo delle immatricolazioni di vetture nuove. Eppure, a un’analisi più attenta, emergono alcune controtendenze significative: l’importo medio dei prestiti è salito fino a 19.400 euro, una crescita determinata dall’incessante incremento dei prezzi di listino – quelli che, di fatto, stanno trasformando l’auto nuova in un bene quasi irraggiungibile per una fascia sempre più ampia della popolazione – e senza la quale la flessione sarebbe stata persino più marcata.

L’usato tiene, ma non basta a invertire la rotta

Se il nuovo arranca, lo stesso non si può dire del mercato dell’usato, che ha registrato un +2% nei volumi di finanziamento: un dato, quest’ultimo, che ha contribuito a contenere la flessione complessiva, evitando un tracollo più profondo. Non è però riuscito a compensare il calo generalizzato, segno che la bilancia tra le due componenti pende ancora nettamente a sfavore delle vetture appena uscite dalle concessionarie. In pratica, gli italiani stanno aggirando il problema del caro prezzi rivolgendosi a un parco circolante già rodato, una scelta dettata più dalla necessità che dalla preferenza, visto che i tassi applicati sui finanziamenti per l’usato non sono necessariamente più vantaggiosi, ma la sponda finale risulta comunque meno proibitiva.

Giovani under 30: l’unica crescita tra i privati

Il dato forse più rilevante, e in controtendenza rispetto al resto del panorama nazionale, arriva dall’analisi per fascia d’età: i privati under 30 rappresentano l’unico segmento in crescita significativa, con un balzo del +12,3% nei finanziamenti erogati. Una performance, questa, che li vede nettamente distanti dalle altre generazioni, dove invece si registrano stagnazioni o veri e propri arretramenti. A spingerli, spiega in buona sostanza il rapporto Crif, è proprio la predilezione per il mercato dell’usato: i giovani, meno attrezzati per sostenere rate elevate o anticipi si, si orientano verso vetture di seconda mano, trovando nell’usato una via d’accesso alla mobilità personale che il nuovo, ormai, non può più garantire senza un significativo sacrificio economico.

Prezzi in salita e incentivi a singhiozzo: il quadro del 2025

Dietro questa fotografia a tinte spente, con l’eccezione dei giovanissimi, ci sono fattori ormai strutturali: da un lato, l’aumento generalizzato dei listini delle case automobilistiche – dovuto a costi di produzione, transizione tecnologica e componentistica – che ha reso l’acquisto di un’auto nuova una spesa fuori portata per molti nuclei familiari; dall’altro, una politica degli incentivi statali che procede a singhiozzo, senza quella continuità capace di sostenere la domanda. Il risultato, in estrema sintesi numerica, è un mercato del credito che si riassesta al ribasso, dove l’usato fa da ammortizzatore sociale e i giovani under 30 – quasi a sorpresa – diventano il motore di un’unica, modesta, crescita. Nessuna inversione di tendenza all’orizzonte, per ora, ma solo il consolidamento di abitudini dettate dall’emergenza economica.

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