Mercato auto in flessione, ma Stellantis e le cinesi tengono botta
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Redazione Economia
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Il mercato automobilistico italiano, che naviga in acque tutt’altro che tranquille, ha chiuso il mese di ottobre con 125.826 vetture immatricolate, segnando un lieve, ma significativo, calo dello 0,6% se paragonato allo stesso periodo del 2024. Questa flessione, peraltro, affonda le proprie radici anche nell’attesa, prolungatasi per diverse settimane, dell’approvazione degli incentivi statali, la cui incertezza ha finito per aggravare una condizione di partenza già di per sé debole. Se si allarga lo sguardo all’intero arco dei primi dieci mesi del 2025, il quadro che ne emerge è ancor più eloquente: il calo complessivo, infatti, si attesta sul 2,7%, con un totale di 1.293.366 auto che hanno trovato un nuovo proprietario, un dato che, se messo a confronto con quello del 2019, pre-pandemia, rivela un divario preoccupante, pari a un meno 20,4%.
Il dualismo del settore: il calo generale e l'ascesa dell'elettrico
In questa fotografia complessiva, resa pubblica dall’UNRAE e caratterizzata da toni per lo più grigi, spicca però un elemento di vivacità, rappresentato dalla crescita, seppur partendo da volumi ancora contenuti, delle vetture a propulsione interamente elettrica e di quelle ibride plug-in. Mentre il mercato nel suo complesso arretra, queste tecnologie continuano a ritagliarsi fette di consenso sempre più ampie, indicando una transizione che, nonostante le difficoltà, procede inesorabile. È un dualismo che segna profondamente l’intero settore, diviso tra un presente difficile e un futuro che si sta già delineando, sebbene a fatica.
Stellantis e i marchi orientali: i protagonisti della classifica
A livello di case costruttrici, è Stellantis a mostrare i primi, timidi segnali di una ripresa, avendo concluso ottobre con una performance positiva che le ha permesso di riconfermarsi saldamente in vetta alla classifica dei costruttori. A trainare il gruppo, che da solo rappresenta un pilastro dell’industria automobilistica nazionale, sono stati modelli iconici e nuovi arrivi: la Fiat Panda, regina incontrastata delle immatricolazioni, e la Jeep Avenger, che si è piazzata al terzo posto assoluto. Tra di loro, a spezzare la sequenza, si è inserita con un balzo la Toyota Yaris Cross, dimostrando come l’ibrido tradizionale continui a essere una scelta molto apprezzata dagli automobilisti italiani. Qualcuno, invece, ne ha perso; è il caso della Dacia Sandero, che ha abbandonato il podio scivolando in quarta posizione.
Il panorama competitivo si allarga
Accanto a questi nomi consolidati, si fa notare l’inarrestabile avanzata dei marchi cinesi, i quali, nonostante il contesto generale in contrazione, continuano a erodere quote di mercato con una proposta sempre più articolata e competitiva. La loro crescita, sebbene numericamente ancora contenuta in percentuale, rappresenta una variabile nuova e dirompente in un ecosistema che per decenni è stato dominato da pochi, grandi attori. È un cambiamento epocale, che sta ridisegnando gli equilibri e costringendo tutti i protagonisti a rivedere le proprie strategie in un mercato sempre più globale e spietatamente concorrenziale.




