La nuova Mercedes EQS 2027 punta tutto sull’autonomia record e sull’architettura a 800 volt

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Quando Mercedes-Benz presentò la EQS nel 2021, l’obiettivo – dichiarato a chiare lettere dai vertici di Stoccarda – era dimostrare che l’elettrico potesse diventare il nuovo barometro del lusso automobilistico. A distanza di qualche anno, e con una concorrenza che nel frattempo ha alzato vertiginosamente l’asticella, la Casa della Stella compie una mossa tanto attesa quanto necessaria: un aggiornamento di mezza età che, a guardare la lista delle novità, ha ben poco del tradizionale restyling. Più del 25% dei componenti, infatti, è stato rinnovato, e il risultato è una vettura che prova a riscrivere le regole della mobilità a batteria, almeno sulla carta. La EQS 2027 (o model year 2026, a seconda delle convenzioni commerciali) arriva con un’autonomia dichiarata fino a 925 km nel ciclo WLTP per la versione 450+, un dato che la proietta direttamente in vetta alla classifica delle berline elettriche di lusso. Merito, in larga parte, della nuova batteria da 122 kWh, la cui chimica è stata rivista con anodi in silicio misto a grafite: una scelta tecnica che aumenta la densità energetica e, allo stesso tempo, riduce la presenza di cobalto, con implicazioni non secondarie sulla sostenibilità della filiera.

L’architettura a 800 volt e il salto di qualità nelle ricariche

Il cuore pulsante dell’evoluzione, però, è un altro. Per la prima volta su questo modello debutta l’architettura elettrica a 800 Volt, quella stessa soluzione che finora aveva contraddistinto le piattaforme più performanti del Gruppo Volkswagen o le creazioni dei nuovi player cinesi. Mercedes la adotta ora, e lo fa senza mezze misure: la potenza di ricarica sale fino a 350 kW, un valore che – almeno sulla carta – riduce i tempi di sosta alle colonnine a frazioni di un’ora. Non è un dettaglio, perché l’autonomia record sarebbe inutilmente frustrante senza la capacità di ricaricarla in tempi ragionevoli. La EQS, così, cerca di risolvere l’equazione più complessa dell’elettrico contemporaneo: tanta strada tra una presa e l’altra, ma anche la certezza di poter fare rifornimento di elettroni senza lunghi rituali di attesa.

Sterzo steer-by-wire, cambio a due rapporti e nuove efficienze

Sotto la pelle, poi, gli ingegneri hanno lavorato su altri due fronti decisivi. Il primo è lo sterzo steer-by-wire, una tecnologia che elimina ogni collegamento meccanico tra volante e ruote, affidando a attuatori elettrici e algoritmi la gestione dell’angolo di sterzata. Una scelta che, unita ai nuovi motori più efficienti, promette una precisione di guida superiore e una maggiore libertà nella configurazione dell’abitacolo. Il secondo è l’introduzione di un cambio a due rapporti, una soluzione finora rara sulle elettriche (Tesla ci aveva provato con la Model S Plaid, poi aveva fatto marcia indietro) e che qui serve a ottimizzare l’erogazione della coppia sia in accelerazione sia nei lunghi trasferimenti autostradali. Si tratta, in sostanza, di un modo per non sprecare energia quando non serve, allungando ulteriormente l’autonomia reale oltre i valori omologati.

Il design rinnovato e l’MBUX Hyperscreen con IA

L’occhio, però, non è stato trascurato. Il frontale della EQS 2027 viene ridisegnato, con firme luminose aggiornate che richiamano il linguaggio stilistico più recente della Casa, mentre all’interno l’MBUX Hyperscreen – quell’enorme superficie vetrata che unisce tre display in una sola plancia – viene affiancato da un assistente vocale potenziato dall’intelligenza artificiale. Un’interfaccia che impara le abitudini del conducente, regola clima, luci e intrattenimento senza bisogno di comandi espliciti. L’obiettivo dichiarato, insomma, è trasformare l’ammiraglia elettrica in una “auto software-defined”, dove l’esperienza digitale conta tanto quanto la meccanica. Mercedes, con questa mossa, non si limita a inseguire Tesla o i brand cinesi; prova a offrire una sintesi diversa, fatta di autonomia record, ricariche rapidissime e un lusso che non rinuncia alla tecnologia più avanzata. Il resto lo diranno le prove su strada.

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