Crisi commerciale del Canale di Suez: l'impatto sulla Bergamasca
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La situazione nel Canale di Suez è delicata e ha gravi ripercussioni su tutti gli attori coinvolti: spedizionieri, consumatori e aziende, sia importatrici che esportatrici. Marcello Saponaro, amministratore delegato della Logimar di Carobbio degli Angeli, un gigante nel settore dei trasporti internazionali via terra e marittimi, offre una panoramica della crisi che si è sviluppata nell'area del Canale di Suez nelle ultime settimane, influenzando il commercio mondiale e, in particolare, quello bergamasco.
Genova chiede aiuto al governo
La questione del Mar Rosso e le sue ripercussioni sul porto di Genova sono state discusse in consiglio comunale a Palazzo Tursi. Paolo Gozzi di Vince Genova ha presentato un ordine del giorno fuori sacco. Il documento, che era stato saltato la settimana scorsa, è stato approvato dal consiglio comunale con 32 voti a favore e uno contrario del consigliere Mattia Crucioli di Uniti per la Costituzione. Il testo impegna il sindaco di Genova e la giunta a "attivarsi affinché il Governo e il Parlamento italiano sostengano, all'interno di una cornice europea, con un mandato definito a protezione della libertà di navigazione e in dialogo con altri attori regionali, le iniziative volte a garantire la sicurezza delle navi mercantili nel Mar Rosso e la riapertura di canali commerciali fondamentali per i porti italiani e, in particolare, per il Porto di Genova".
La conserva di pomodoro a rischio
L'allarme per la crisi geopolitica nell'area del Mar Rosso sta agitando diversi mercati, tra cui quello dell'agroalimentare. Il settore delle conserve rosse, fortemente orientato all'export, con circa il 60% delle produzioni destinate a oltrepassare i confini nazionali, non fa eccezione. Molti dei principali mercati di riferimento si trovano proprio in Asia e in Oceania, con esportazioni per un valore di circa 380 milioni di Euro, pari al 13,5% del totale dell'export.




