Chat Delmastro, la Giunta del Regolamento rinvia la decisione: è polemica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è ancora arrivata a una conclusione la vicenda delle chat di Andrea Delmastro, con la Giunta per il Regolamento della Camera che ha scelto di rinviare il nodo cruciale a un'altra sede. Con una votazione dal risultato risicato, 7 voti a favore contro 6, la maggioranza ha stabilito che sarà la Giunta per le Autorizzazioni, nella sua composizione plenaria, a decidere se i commissari possano accedere alle conversazioni tra l'ex sottosegretario alla Giustizia e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese.

Le opposizioni hanno subito alzato il muro, parlando di un precedente pericolosissimo per le prerogative del Parlamento e accusando la maggioranza di voler sacrificare un procedimento contro la mafia per tutelare la segretezza delle chat.

Il braccio di ferro sulle chat segrete

Al centro della contesa politica e istituzionale c'è il materiale inviato dalla Procura di Roma, guidata dal procuratore Francesco Lo Voi, e contenuto in un CD custodito sotto chiave in una cassaforte di Montecitorio. Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni, Devis Dori di Avs, aveva inizialmente autorizzato i commissari alla visione della documentazione, ma la sua decisione è stata immediatamente "congelata" dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha convocato la Giunta per il Regolamento su richiesta del centrodestra.

Quest'ultimo ha contestato la legittimità della decisione di Dori, aprendo così un vero e proprio braccio di ferro sulla gestione degli atti processuali.

Il voto e il parere che sposta il potere

Il parere approvato dalla Giunta per il Regolamento, sebbene con un margine strettissimo, rimette quindi alla Giunta per le Autorizzazioni in seduta plenaria il potere di occultare le chat oggetto dell'inchiesta. Questo passaggio, apparentemente tecnico, sostituisce di fatto la decisione del singolo presidente dell'organismo con quella dell'intero collegio, dove i giochi politici potrebbero rivelarsi diversi.

La mossa è stata letta dalle opposizioni come un tentativo di blindare il contenuto delle conversazioni, impedendo che possano essere visionate da chiunque non sia allineato con la maggioranza di governo.

Le reazioni dell'opposizione: "Precedente pericolosissimo"

La reazione delle opposizioni non si è fatta attendere. L'esponente del Movimento 5 Stelle Valentina D'Orso ha definito la decisione un "precedente gravissimo e pericoloso", sottolineando come da oggi si affermi un principio allarmante: sarà la maggioranza di turno in Giunta per le autorizzazioni a decidere, di fatto, chi può accedere alla documentazione e chi no. Sulla stessa lunghezza d'onda il Partito Democratico, che ha accusato la maggioranza di sacrificare un procedimento contro la mafia per tutelare la segretezza di quelle chat.

Il nodo politico resta quindi apertissimo, con il rinvio alla plenaria che promette di alimentare ulteriormente lo scontro tra Palazzo e Procura.

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