Andrea Cavallari incendia una cella e aggredisce due agenti nel carcere di Cassino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Andrea Cavallari è tornato al centro delle cronache giudiziarie dopo un grave episodio avvenuto nel carcere San Domenico di Cassino, in provincia di Frosinone, dove è detenuto. Secondo quanto riferito dalla polizia penitenziaria, il detenuto avrebbe prima appiccato un incendio all’interno della propria cella e successivamente avrebbe aggredito due agenti intervenuti per mettere in sicurezza il reparto. Cavallari è uno dei componenti della cosiddetta “banda dello spray” ed è stato condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi di reclusione per la strage di Corinaldo.

L’episodio si sarebbe sviluppato in due fasi distinte. In un primo momento sarebbe stato dato alle fiamme uno sgabello in dotazione alla cella. L’intervento del personale penitenziario è scattato per gestire la situazione e consentire lo spostamento dei detenuti nelle aree del passeggio, così da garantire la sicurezza del reparto. Durante queste operazioni, secondo la ricostruzione fornita, la situazione sarebbe degenerata fino all’aggressione fisica nei confronti di due appartenenti alla polizia penitenziaria.

La ricostruzione dell’episodio nel carcere San Domenico

Stando alle informazioni diffuse, Andrea Cavallari avrebbe colpito i due agenti con calci e pugni. Inoltre avrebbe utilizzato anche la zampa di un tavolo per aggredire il personale intervenuto. L’episodio viene descritto come particolarmente grave per la dinamica e per le conseguenze riportate dai poliziotti coinvolti. I due agenti, intervenuti dopo l’incendio scoppiato nella cella, sono stati successivamente trasportati in ospedale a causa delle lesioni subite durante l’aggressione.

La vicenda è stata riportata anche dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha indicato Cavallari come protagonista dell’accaduto. Il detenuto, oggi ventisettenne, sta scontando la pena inflittagli in via definitiva per i fatti collegati alla tragedia di Corinaldo. L’intervento degli agenti era finalizzato a fronteggiare l’emergenza provocata dall’incen

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