La benzina tocca quota 1,934 euro al litro e il «pieno, grazie» diventa un lusso
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Redazione Economia
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Il gesto, quasi meccanico, di impugnare la pistola erogatrice verde – quella che ormai molti automobilisti osservano con una sorta di rassegnata cautela – si è trasformato in un atto dal peso finanziario sempre più insostenibile. Mercoledì 6 maggio 2026, a distanza di appena sei giorni dall’emanazione del decreto legge che il Consiglio dei ministri aveva approvato il 30 aprile, il prezzo della benzina ha toccato un nuovo, amaro primato: 1,934 euro al litro per la modalità self-service sulla rete stradale. Un valore che non si registrava dall’11 ottobre 2023, e che riporta indietro le lancette di un’impennata iniziata ben prima dell’attuale crisi.
Il paradosso del taglio alle accise: meno sconto, più rincari
Il provvedimento varato dal governo, e che prevedeva il prolungamento del taglio alle accise fino al 22 maggio, avrebbe dovuto offrire una boccata d’ossigeno agli automobilisti. E invece, proprio dalla data del 1° maggio – quando la riduzione sulla benzina è scesa a soli 5 centesimi al litro, a fronte dei 20 centesimi ancora in vigore per il gasolio – il meccanismo dei prezzi ha preso una direzione opposta. La ragione, com’è facile intuire, non è solo fiscale. Le quotazioni internazionali del petrolio, gonfiate a dismisura dal conflitto in Iran, continuano a spingere verso l’alto i listini alla pompa. Così, il tentativo di calmierare il costo della “verde” si è rivelato, nei fatti, un’illusione di brevissima durata.
Display digitali impietosi e il record della Staffetta Quotidiana
Secondo le rilevazioni del sito specializzato Staffetta Quotidiana, martedì mattina il prezzo medio nazionale aveva già superato la soglia psicologica di 1,9 euro al litro. E il giorno successivo, il record è stato ufficialmente certificato. Quelle cifre rosse sui display, che scorrono con una rapidità quasi beffarda, raccontano meglio di qualsiasi analisi la quotidianità di chi è costretto a fare i conti con un pieno che diventa uno dei gesti più costosi della vita di tutti i giorni. Il dato del Ministero, tra l’altro, conferma la tendenza: per la prima volta da oltre due anni, la benzina supera la soglia fatidica, gelando le speranze di chi sperava in una stabilizzazione dopo l’estate.
Un’atmosfera sospesa tra l’aumento delle accise e la guerra in Iran
Sotto lo sguardo impassibile dei distributori, gli automobilisti – e in particolare chi possiede un’auto alimentata a benzina, penalizzato rispetto al gasolio – si trovano di fronte a un paradosso economico difficile da digerire. Da un lato, c’è il taglio parziale delle accise voluto dall’esecutivo; dall’altro, un contesto internazionale esplosivo che rende quel taglio del tutto insufficiente. L’aumento delle quotazioni internazionali, alimentato dalle tensioni belliche in Medio Oriente, ha di fatto cancellato con largo anticipo qualsiasi effetto benefico della manovra. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: la verde ha raggiunto i massimi da due anni e mezzo, e il rito del rifornimento si è trasformato in un esercizio di equilibrismo finanziario. Dire «il pieno, grazie» non è più una frase fatta, ma una dichiarazione di intenti piuttosto costosa.




