Yen ai minimi da 40 anni: perché il crollo non rende automatico comprare
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Redazione Economia
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Lo yen ai minimi da 40 anni rappresenta uno dei movimenti più rilevanti sui mercati valutari degli ultimi decenni. La valuta giapponese ha superato quota 162 contro il dollaro, arrivando fino a 162,40 durante le contrattazioni a Tokyo, un livello che non si registrava dal 1986. Il forte deprezzamento ha riacceso l'attenzione degli investitori e alimentato le aspettative su un possibile intervento delle autorità giapponesi, mentre il ribasso della valuta potrebbe apparire, almeno a prima vista, come un'opportunità per acquistare azioni e obbligazioni del Giappone a prezzi più convenienti.
Perché lo yen ha raggiunto i livelli più bassi dal 1986
Il calo della valuta giapponese è stato favorito da una combinazione di fattori che continua a pesare sul mercato dei cambi. Tra questi figurano le aspettative di un indebolimento dell'economia del Giappone, anche in relazione alle ricadute della guerra in Iran, e la prudenza della Banca del Giappone nell'intervenire contro i rialzi dell'inflazione. Questo insieme di elementi ha contribuito a rafforzare il dollaro nei confronti dello yen, spingendo il cambio USD/JPY oltre quota 162 per la prima volta dal dicembre del 1986.
Nelle contrattazioni asiatiche lo yen è sceso inizialmente fino a 162,27 per dollaro, per poi estendere ulteriormente le perdite raggiungendo un massimo di 162,41 nel cambio USD/JPY. Secondo quanto riportato, il dollaro ha così toccato il livello più elevato nei confronti della valuta giapponese da quasi quattro decenni. Da inizio anno lo yen ha inoltre perso oltre il 3% rispetto al dollaro, confermando una fase di debolezza che si è progressivamente accentuata nel corso dei mesi.
Mercati, investitori e timori di un intervento di Tokyo
Il nuovo minimo storico dello yen sta aumentando i timori di un possibile intervento da parte delle autorità di Tokyo. L'attenzione degli operatori resta concentrata sull'evoluzione del mercato valutario, mentre il continuo rafforzamento del dollaro mantiene elevata la pressione sulla moneta giapponese. L'ipotesi di un intervento viene osservata con interesse proprio perché il movimento del cambio ha raggiunto livelli che non si vedevano dalla seconda metà degli anni Ottanta.
Nonostante il forte indebolimento della valuta possa essere interpretato come un'occasione di acquisto per gli investimenti in Giappone, il quadro descritto resta più articolato. Il deprezzamento dello yen si inserisce infatti in un contesto caratterizzato da aspettative economiche deboli e dalla linea prudente della Banca del Giappone, elementi che invitano alla cautela. Il cambio USD/JPY ha inoltre registrato un incremento di circa il 2% nel secondo trimestre, mentre quello appena concluso rappresenta il quarto trimestre consecutivo di svalutazione della valuta giapponese, la serie negativa più lunga degli ultimi quattro anni.




