Fiorello e Biggio scatenati a La Pennicanza, tra stilettate e ricordi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La seconda puntata de La Pennicanza, condotta da Rosario Fiorello e Fabrizio Biggio su Rai Radio 2, ha confermato il tono dissacrante e imprevedibile del programma, il quale, non risparmiando nessuno con la sua ironia pungente, ha visto i due conduttori particolarmente scatenati in studio. L'atmosfera, sebbene vivacizzata da battute e imitazioni, è stata segnata anche da un momento di commosso ricordo per la scomparsa di Peppe Vessicchio, avvenuta nel weekend, al quale è stato dedicato uno spazio. L'apertura internazionale, d'altro canto, ha virato sul satirico, commentando con sarcasmo la notizia dell'uscita di galera di un ex presidente dopo una dieta a base di yogurt, unendo politica e fermenti lattici in una miscela tipicamente fiorelliana.

Le critiche di Aldo Grasso sul formato "visual radio"

Proprio mentre il programma andava in onda, è intervenuto il critico Aldo Grasso nella sua rubrica "Televisioni", il quale, pur elogiando senza riserve la grazia e il talento di Fiorello, definito un "folletto" capace di fondere senso e nonsenso in un equilibrio magico, ha espresso un giudizio severo sulla cosiddetta "visual radio". Grasso, in un suo editoriale, ha definito questa formula "una fesseria", sostenendo che l'impressione trasmessa sia paragonabile a quella di una telecamera di sorveglianza e che il prodotto finale, alla resa dei conti, non sia né autentica radio né efficace televisione.

Stilettate e imitazioni nel segno dello showman

Nella puntata dell'11 novembre, il ritmo è rimasto serrato, con Fiorello che ha proposto una delle sue imitazioni demenziali, stavolta prendendo di mira Al Bano, e non ha mancato di lanciare una stilettata nei confronti di Carlo Conti, affermando con la consueta ironia che "fa quell'effetto lì". L'irriverenza, del resto, è un tratto distintivo dello show, che mescola personaggi dello spettacolo e della politica in un unico calderone satirico, come dimostrato dalla sorprendente chiamata in diretta a Claudio Amendola, a cui ne è seguita un'altra, ancor più inaspettata, rivolta a Sergio Mattarella.

L'energia creativa oltre i formati tradizionali

Nonostante le perplessità sollevate dal noto critico riguardo al contenitore, l'energia creativa di Fiorello sembra inesauribile e capace di travalicare i confini dei generi. La sua capacità di trasformare ogni esperienza, che sia televisiva o radiofonica, in un atto di pura grazia, dove verità e fantasia si intrecciano continuamente, rappresenta il vero motore di un programma che punta tutto sulla spontaneità e sull'imprevedibilità. La Pennicanza, in definitiva, si conferma come un palcoscenico dove la comicità fluisce senza schemi rigidi, costruendo ogni giorno un nuovo equilibrio tra il nonsense e la battuta di attualità.

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