La pennicanza si fa in due: Fiorello e Biggio portano la “mattinanza” su Rai2, tra Maggioni e il caso escort

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un’aria di novità, quasi di rivoluzione silenziosa, negli studi che ospitano La pennicanza: da qualche giorno, e la puntata di lunedì 20 aprile lo ha confermato senza troppi giri di parole, il programma condotto da Rosario Fiorello e Fabrizio Biggio ha trovato uno spazio supplementare – una versione intitolata La mattinanza – in onda anche su Rai2, arricchita da contenuti che non si vedono nella formula tradizionale. Non si tratta, come qualcuno potrebbe affrettarsi a pensare, di un semplice replay o di un riadattamento estivo; no, qui siamo di fronte a un’operazione che mescola i codici dell’intrattenimento mattutino con quelli della satira serale, e lo fa mantenendo quel tono irriverente e insieme chirurgico che da anni contraddistingue i due comici. La regia audio è affidata a Marco Lolli, quella video a Piergiorgio Camilli, mentre la cura del materiale porta le firme di Elena Maria Russo e Roberto Buttinelli: un team, insomma, che non lascia nulla al caso.

Monica Maggioni in videochiamata: “Trump? A tratti fuori di zucca, ma i conti in banca…”, e la stoccata sul palinsesto

Tra i momenti più alti della puntata di lunedì 20 aprile – la prima della nuova settimana, va detto – c’è stata una videochiamata che Fiorello stesso non ha esitato a definire “la più prestigiosa” ricevuta in diretta. Dall’altra parte del monitor, Monica Maggioni: giornalista, ex presidente della Rai (e lui ha tenuto a rimarcarlo, con quel ghigno che non inganna mai), pronta a presentare in anteprima su Rai Radio2 la nuova stagione di Newsroom. Le anticipazioni che ha condiviso sono apparse subito notevoli, tanto da spingere chiunque a pensare di sintonizzarsi immediatamente su Rai3. Ma è stato un passaggio, in particolare, a rubare la scena: parlando dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump – ormai da più di un anno stabilmente alla Casa Bianca, tanto che la sua rielezione non costituisce più oggetto di discussione – Maggioni ha lasciato cadere una frase che mescola ironia e realismo politico. “A tratti uno ha la sensazione che sia fuori di zucca”, ha detto. Poi l’inciso, quello che dà peso alle parole: “Ma se vai a vedere i conti in banca ti accorgi che è fuori ma ogni tanto…”. Il senso, volutamente non completato, è chiaro a chiunque segua le dinamiche del potere americano: la presunta follia tattica di Trump convive con una capacità, tutta terrena, di proteggere i propri interessi economici. Nessuna conclusione affrettata, però; solo un frammento di analisi che Fiorello ha lasciato sospeso nell’aria, come suo costume.

Il caso escort di Milano e il Var dei calciatori: la satira che parte dai fatti di cronaca

Non solo politica, naturalmente. La pennicanza ha aperto la puntata con un riferimento preciso – e volutamente criptico – a un’inchiesta giudiziaria che sta tenendo banco nelle cronache milanesi: quella sulle cosiddette escort di lusso, un giro che coinvolgerebbe decine di calciatori di Serie A. “Se ne sono accorti perché chiedevano appuntamenti da 90 minuti”, ha spiegato Fiorello con il suo solito tempismo comico, “e in alcuni casi anche il Var per rivedere alcuni momenti”. La battuta, che gioca sull’immagine del fuorigioco tecnologico applicato alle prestazioni extralusorie, ha fatto leva su un dato di realtà emerso dagli atti investigativi: la durata degli incontrichiave, la richiesta di replay mentali da parte di alcuni sportivi, insomma un sistema di pretese che trasforma il sesso a pagamento in una partita da rivedere al rallentatore. Nessun nome è stato fatto, e non poteva essere altrimenti visto lo stato ancora interlocutorio delle indagini, ma la satira ha colpito nel segno. L’approccio, va sottolineato, è rimasto rispettoso dei profili personali: nessun dettaglio esplicito, nessuna gogna mediatica, solo la rielaborazione ironica di un fatto di cronaca nera che sta attraversando le procure sportive e quelle ordinarie.

Al Bano, Pupo e il bodyshaming dello Zecchino d’Oro: l’imitazione che non ti aspetti

Per non farsi mancare nulla, la coppia ha pescato dal repertorio delle imitazioni – uno dei cavalli di battaglia dello show – e ha tirato fuori un Al Bano (interpretato da Fiorello) alle prese con il racconto delle sue scorribande giovanili insieme a Pupo. “L’ho conosciuto nel 1978, allo Zecchino d’Oro”, ha detto il finto Al Bano con quella cadenza pugliese amplificata ad arte. “Mi dissero ‘scegli un bambino con cui duettare’ e scelsi lui!”. Poi la stoccata, quella che ha fatto sobbalzare il pubblico in studio: “È stato uno dei primi casi di bodyshaming… un pochino si è offeso”. Nessuna aggressione, nessuna polemica facile: solo il racconto, tragicomico, di un episodio realmente accaduto – il duetto tra Al Bano e il piccolo Pupo – riletto attraverso la lente deformante del politically incorrect anni Settanta. Biggio, dal canto suo, ha assecondato il gioco con la sua faccia da uno che la sa lunga, e insieme hanno costruito un pezzo di televisione che funziona perché non prende mai troppo sul serio né se stesso né il pubblico. Del resto, la forza di La pennicanza (e ora della Mattinanza) sta proprio lì: nel sapere che la satira vera si fa coi fatti, non con le opinioni.

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