Fiorello celebra Biggio a la pennicanza: "È l'uomo del momento, ormai si parla solo di lui"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L'ironia, si sa, è una lama affilata che Fiorello maneggia con la disinvoltura di un equilibrista, e nel corso dell'ultima puntata de “La Pennicanza” – il contenitore quotidiano che conduce insieme a Fabrizio Biggio in onda su Rai Radio2, RaiPlay e sul canale 202 del digitale terrestre – ne ha dato prova servendo al suo pubblico una delle sue celebri stoccate, quelle che sembrano battute ma che, in realtà, consacrano. Lo showman siciliano, con quel suo fare scanzonato che mescola cabaret e cronaca, ha aperto la trasmissione di martedì 10 marzo rivolgendosi al collega e amico con un affondo scherzoso destinato a fare il giro del web, definendolo senza mezzi termini “l’uomo del momento”. Non è stata, quella di Fiorello, una semplice esternazione affettuosa, bensì una sorta di investitura pubblica, giocata sulla sottile linea che separa la presa in giro bonaria dal riconoscimento professionale, e l’ha fatto usando il nome di un altro big della televisione come termine di paragone. «Mi dispiace per De Martino», ha esordito il conduttore, «ma ormai si parla solo di lui», e l’indicazione, manco a dirlo, puntava dritta verso Biggio, lasciando intendere che il momento d’oro del suo compagno d’avventure abbia messo in ombra persino il pupillo di Amadeus.
Il momento d’oro di Biggio tra commozione e nuovi progetti
L’elogio in diretta, per quanto scherzoso, non è piovuto dal cielo. Fabrizio Biggio vive, in queste settimane, una fase professionale di rara densità, un autentico ritorno alla ribalta che lui stesso, ospite qualche giorno prima a “Da noi… a ruota libera” su Rai 1, ha raccontato con la voce rotta dalla commozione. Seduto nel salotto di Francesca Fialdini, il comico fiorentino ha ripercorso i momenti difficili, quelli in cui il telefono aveva smesso di squillare e la carriera sembrava avviarsi verso un vicolo cieco. «Ero in un basso tremendo, stavo finendo un po’ nel dimenticatoio», ha confessato, ricordando il giorno del suo compleanno quando, in spiaggia con la moglie Valentina, decise che era ora di smettere di aspettare. Fu in quell’istante che il destino, o forse solo la lungimiranza di un amico, bussò alla sua porta: sul display dello smartphone apparve il nome “Rosario”. Quella chiamata, quella domanda secca su cosa avesse intenzione di fare a settembre, cambiò tutto. Fiorello, in un momento in cui nessuno scommetteva più su di lui, lo volle al suo fianco prima a “Viva Rai2!” e poi in questa nuova avventura radiofonica, e Biggio, ancora oggi, fatica a trattenere l’emozione nel ricordare quanto quel gesto sia stato per lui una ancora di salvezza.
Dalla satira alla fiction: la svolta drammatica voluta da Fiorello
Ma il 2026, per Biggio, non è solo l’anno della conferma come spalla irriverente di Fiorello. C’è dell’altro, e si tratta di una svolta che pochi avrebbero scommesso di vedere: il suo esordio in un ruolo drammatico. Lo si vede, infatti, nel cast di “Le libere donne”, la fiction di Rai 1 diretta da Michele Soavi e interpretata, tra gli altri, da Lino Guanciale. Biggio veste i panni del dottor Anselmi, un giovane medico che affianca lo psichiatra Mario Tobino all’interno della realtà del manicomio femminile di Maggiano. Un passaggio, questo, che segna una discontinuità netta con il registro comico al quale il pubblico è abituato, una scommessa personale che il diretto interessato ha raccontato di aver sempre coltivato. E anche in questo caso, l’ombra lunga di Fiorello ha giocato un ruolo non secondario: «Mi ha sempre detto che dovevo fare un ruolo drammatico», ha spiegato Biggio, «perché ho gli occhi tristi». Un consiglio, il suo, che suona quasi come una profezia autoavverante, e che oggi lo vede cimentarsi in una prova d’attore complessa, lontana anni luce dalle parodie e dalle imitazioni. Il trailer della fiction, ha confidato, è stato visionato anche dallo showman siciliano, il quale, con la schiettezza che lo contraddistingue, si è limitato a un laconico ma significativo «mi sa che è bello».
Un sodalizio umano prima che professionale
Quella che traspare dalle parole di Biggio, e che Fiorello sottolinea ogni giorno con le sue battute, è la fotografia di un sodalizio che va ben oltre la chimica artistica. Se il pubblico li vede divertirsi e improvvisare in diretta, con quella capacità di passare dalla presa in giro del collega alla riflessione sulla cronaca, nel privato il legame si fa più profondo, fatto di colazioni alle sei e mezza del mattino per preparare la scaletta e di telefonate inaspettate che arrivano quando il morale è a terra. Fabrizio Biggio, marito di Valentina De Ceglie (cugina di Alessia Marcuzzi) e padre di due figli, ha trovato in Fiorello non solo un mentore, ma qualcuno che ha creduto in lui quando «nessuno lo faceva». L’affetto reciproco, del resto, è cosa nota negli ambienti televisivi, ma vedere la gratitudine negli occhi di Biggio mentre racconta di quel periodo buio restituisce allo spettatore la misura di quanto sia solido il fondamento su cui poggia la loro intesa. Ecco perché le parole di Fiorello a “La Pennicanza”, quel definirlo «l’uomo del momento» con tanto di frecciatina a Stefano De Martino, non sono solo un espediente comico per alzare l’audience, ma il riflesso di una stima costruita giorno dopo giorno, lontano dai riflettori.




