Italia in attesa del destino, a Washington il sorteggio disegna la mappa dei mondiali 2026

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre le luci del Kennedy Center a Washington si accendono per il primo, atteso atto ufficiale della Coppa del Mondo 2026, l’atmosfera per i tifosi italiani è sospesa in un limbo carico di aspettativa. La procedura, trasmessa in diretta, comincerà dalle squadre della prima fascia, partendo dai tre paesi co-ospiti che già conoscono il loro collocamento: il Messico nel gruppo A, il Canada nel B e gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, nel gruppo D. Un sorteggio che, come per il tabellone di un grande torneo, seguirà un protocollo preciso, estraendo nomi da quattro urne distinte per comporre i dodici gironi da quattro squadre che daranno il via alla competizione più ampia della storia, con quarantotto partecipanti.

Il meccanismo del sorteggio e il puzzle delle confederazioni

Subito dopo l’inserimento delle teste di serie, il cui ranking ha visto primeggiare Spagna e Argentina – le quali, per regolamento, verranno sorteggiate in percorsi diversi per evitare un incrocio prematuro –, si procederà con la distribuzione delle altre nazionali. Un equilibrio delicato, quello che i sorteggiatori dovranno rispettare, poiché nessun raggruppamento potrà contenere più di una formazione della stessa confederazione, fatta eccezione per la Uefa. L’Europa, con le sue sedici rappresentanti, dovrà infatti essere presente in ogni girone, il che significa che quattro gruppi, per forza di cose, ne accoglieranno due. Una complessità ulteriore riguarda le due squadre che si qualificheranno dagli spareggi intercontinentali di marzo, per le quali il vincolo verrà applicato considerando tutte e tre le contendenti all’interno di ciascun percorso.

La lunga strada azzurra verso la qualificazione

In questo quadro, l’Italia rappresenta per ora una incognita, una “X” il cui destino è legato a due appuntamenti cruciali di fine marzo. La prima sfida, una semifinale degli spareggi europei in programma a Bergamo il 26 marzo contro l’Irlanda del Nord, è un passaggio obbligato e per nulla scontato. Solo superando questo ostacolo, la nazionale avrebbe accesso alla finale del percorso, che si disputerebbe in trasferta il 31 marzo contro la vincente dello scontro tra Galles e Bosnia. Soltanto a quel punto, conquistando il pass per il Nord America, gli azzurri potrebbero finalmente abbinare un volto e un nome alle tre avversarie che il sorteggio di Washington assegnerà alla posizione attualmente vacante.

Il premio a Trump e la nuova fase del torneo

La serata nella capitale americana, però, non sarà solo tecnica. Un momento significativo ha visto il presidente della Fifa consegnare a Donald Trump il “Fifa Peace Prize – Football Unites the World”, un riconoscimento inedito istituito per “azioni eccezionali e straordinarie per la pace”. Trump, nel ritirare il premio, ha definito l’evento “uno dei più grandi onori” della sua vita, ringraziando la sua famiglia e la first lady Melania. Conclusa la cerimonia e definito il tabellone, l’attenzione si sposterà completamente sul campo, dove il formato rivoluzionario del mondiale – che prevede l’accesso agli ottavi per le prime due di ogni girone più le otto migliori terze – promette un torneo lungo e di densità inedita, pronto a cominciare il suo conto alla rovescia.

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