Tajani, Rispettiamo la Cpi, ma dubbi giuridici sull'arresto di Netanyahu
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Redazione Interno
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Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha espresso perplessità riguardo alla fattibilità dell'arresto del premier israeliano Benjamin Netanyahu, in seguito al mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi). Durante la conferenza stampa finale del G7 Affari Esteri a Fiuggi, Tajani ha sottolineato l'importanza di rispettare il diritto internazionale, ma ha evidenziato la necessità di chiarire se le alte cariche dello Stato, come Netanyahu, siano effettivamente soggette a tali decisioni.
Tajani ha dichiarato che, sebbene l'Italia rispetti le decisioni della Cpi, è fondamentale comprendere i limiti giuridici e le garanzie previste per le alte cariche dello Stato. Ha inoltre sottolineato che l'arresto di Netanyahu appare altamente improbabile, poiché il premier israeliano non si recherebbe mai in un paese dove potrebbe essere arrestato. "Bisogna vedere bene quindi leggere le carte e capire quali sono i limiti, ci sono molti dubbi giuridici e poi la fattibilità mi pare una fattibilità molto teorica perché Netanyahu non andrà mai in un paese dove potrebbe essere arrestato, come viene e viene arrestato, da chi?", ha aggiunto Tajani.
Parallelamente, Alan Dershowitz, professore di legge di Harvard e già legale di Donald Trump, ha affermato che la Cpi non ha giurisdizione su Israele e che solo un tribunale dello Stato può giudicare l'operato del governo israeliano. Dershowitz ha ribadito che un eventuale processo avverrà solo al termine del conflitto in corso.
Tajani ha concluso ribadendo il rispetto per le decisioni della Cpi, ma ha escluso qualsiasi equiparazione tra Israele e i terroristi di Hamas, sottolineando la complessità giuridica e politica della situazione.




