Mandato di arresto per Netanyahu

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato che, qualora il premier israeliano Benjamin Netanyahu dovesse recarsi in Italia, sarebbe il benvenuto, aggiungendo che i veri criminali di guerra sono altri. Questa affermazione è stata fatta a margine dell'assemblea Anci, in risposta alla notizia del mandato d'arresto emesso dalla Corte penale internazionale (CPI) nei confronti di Netanyahu, dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant e del leader di Hamas Ibrahim Al-Masri.

La CPI ha emesso per la prima volta nella sua storia un mandato d'arresto contro rappresentanti politici di paesi alleati con l'Occidente. Questo evento storico è avvenuto ieri, quando la Corte ha spiccato tre mandati d'arresto: uno per Netanyahu, uno per Gallant e uno per Mohammed Deif, leader dell'ala militare di Hamas, che Israele sostiene di aver ucciso in un raid a luglio.

Il mandato di cattura internazionale solleva interrogativi su chi arresterà Netanyahu e su quali paesi daranno seguito alla sentenza della CPI. Le posizioni dei leader e dei governi variano: dall'Italia agli Stati Uniti, passando per Ungheria e Cina, ciascun paese ha espresso opinioni diverse sulla cattura del premier israeliano e del suo ex ministro della Difesa.

Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha affermato che l'Italia esaminerà e leggerà le carte per comprendere le motivazioni della Corte, rispettando il suo ruolo giuridico e non politico.

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