Orban invita Netanyahu in Ungheria nonostante il mandato d'arresto della CPI

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha annunciato, durante un'intervista alla radio di stato, l'intenzione di invitare il suo omologo israeliano Benjamin Netanyahu a visitare l'Ungheria, garantendo che il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi) contro Netanyahu "non sarebbe stato rispettato". Orban, il cui paese detiene attualmente la presidenza semestrale a rotazione dell'Unione europea, ha definito il mandato della Cpi "sbagliato" e ha assicurato che il leader israeliano sarebbe stato in grado di condurre i negoziati in Ungheria "in adeguata sicurezza".

Nel frattempo, in Italia, il vicepremier Matteo Salvini ha moderato i toni riguardo alla questione, affermando che "troveremo una sintesi, il problema è a livello internazionale". Salvini, che in precedenza aveva dichiarato che Netanyahu sarebbe stato benvenuto in Italia nonostante il mandato di cattura, ha mostrato maggiore prudenza durante un intervento a Milano, tra l'assemblea dell'Anci a Torino e gli Stati Generali sulla Sanità organizzati dalla Lega.

Il mandato d'arresto della Cpi nei confronti di Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant ha suscitato divisioni all'interno del governo italiano. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha chiarito, durante la registrazione di una puntata di Porta a Porta su Rai Uno, che, poiché l'Italia aderisce alla Corte penale internazionale, "se venissero in Italia Netanyahu e Gallant dovremmo arrestarli". Tuttavia, Crosetto ha espresso il suo dispiacere per una tale eventualità. D'altro canto, Salvini ha ribadito la sua posizione di accoglienza, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in accordo con la premier Giorgia Meloni, ha proposto di portare la questione al tavolo del G7 esteri, che si terrà lunedì ad Anagni.

Questa situazione evidenzia le tensioni e le divergenze all'interno del governo italiano riguardo alla decisione della Cpi di emettere un mandato di arresto contro Netanyahu, un leader controverso ma influente sulla scena internazionale.

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