Netanyahu a Budapest, tra accuse e alleanze: l’Ungheria di Orbán lo accoglie sfidando la Cpi
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Redazione Esteri
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Benyamin Netanyahu è atterrato a Budapest nella notte, poco dopo l’una, trovando ad attenderlo un ministro della Difesa ungherese visibilmente assonnato, Kristóf Szalay-Bobrovniczky. Il primo ministro israeliano, che rimarrà in Ungheria fino a domenica per evitare di viaggiare durante lo Shabbat, ha un'agenda fitta di incontri istituzionali, anche se pochi dettagli sono trapelati. Sarà ricevuto da Viktor Orbán, che lo ha invitato, e dal presidente Tamás Sulyok, in una visita che ha già scatenato polemiche.
La scelta di Budapest come prima tappa europea dopo il mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale – accusato di crimini contro l’umanità per gli attacchi a Gaza – non è casuale. Orbán, che su X ha definito l’Ungheria "il luogo più sicuro d’Europa" per Netanyahu, ha ribadito la solidarietà ritirando il Paese dalla Cpi, decisione definita "coraggiosa e di principio" dallo stesso leader israeliano. Una mossa che, oltre a rafforzare l’alleanza tra i due governi, è stata interpretata come un atto di sfida verso la giustizia internazionale.
Intanto, la guerra nel Medioriente – che coinvolge ormai Libano, Siria, Yemen e Iran – ha superato i 545 giorni. Solo giovedì, i raid israeliani su Gaza hanno causato almeno 112 vittime, secondo fonti locali. Netanyahu, però, ha evitato di affrontare direttamente la questione, concentrandosi invece sul ringraziamento a Orbán per il sostegno.




