Migranti in Albania, dieci arrestati dopo i disordini nel Cpr di Gjader: la polemica sul racconto dei fatti
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Redazione Interno
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Dieci dei quaranta migranti attualmente ospitati nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Gjader, in Albania, sono stati trasferiti in una struttura carceraria dopo i disordini scoppiati nei giorni scorsi. Secondo quanto riportato da fonti locali, gli episodi di protesta avrebbero portato al danneggiamento di alcuni arredi e vetrate all’interno della struttura, gestita da personale civile ma sotto la supervisione delle autorità italiane e albanesi.
La decisione di trasferire i migranti più coinvolti nelle proteste in un’area detentiva adiacente al Cpr – finora mai utilizzata – è stata confermata da alcuni media albanesi, mentre fonti vicine al Viminale smentiscono che il cosiddetto "mini-carcere" sia effettivamente operativo. "Si tratta di una strumentalizzazione politica", afferma una fonte presente nel centro, secondo cui la versione degli arresti sarebbe stata "gonfiata da alcuni parlamentari del Pd".
I migranti interessati dal provvedimento sono tutti sottoposti a un decreto di espulsione già convalidato dalla magistratura italiana e, stando a indiscrezioni, le tensioni sarebbero nate dalla consapevolezza dell’imminente rimpatrio. Sebbene alcuni abbiano parlato di una vera e propria rivolta, altre ricostruzioni ridimensionano l’accaduto, parlando di "isolati atti vandalici" e sottolineando che la situazione è tornata rapidamente sotto controllo.




