La Toscana di Giani bis: la giovane Mia Bintou Diop vicepresidente, la sanità al centro e le reazioni politiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Poco prima che Eugenio Giani pronunciasse il suo nome davanti all'assemblea regionale appena rieletta, le voci, che ormai circolavano insistentemente da ore, avevano già preannunciato quella che si sarebbe rivelata la grande carta a sorpresa giocata da Emiliano Fossi. Mia Bintou Diop, classe 2001, nata a Livorno da padre senegalese e madre italiana, è dunque il volto toscano che incarna sia una politica di rinnovamento generazionale che la cosiddetta rivoluzione schleiniana all'interno del Partito Democratico, essendosi impegnata, come noto, sin dalla sua adolescenza nelle battaglie del progressismo. La sua affermazione, che lei stessa ha commentato con un laconico «Sono molto felice», rappresenta un segnale inequivocabile, una scelta simbolica e concreta insieme, tesa a disegnare una giunta dal profilo inedito. La sua nomina a vicepresidente, che la rende la più giovane nella storia dell'ente regionale, arriva dopo trattative serrate con i vertici del partito, culminate in un annuncio che ha di fatto riscritto gli equilibri della maggioranza.

Il programma e il "colpo di scena" della giunta

Per illustrare le duecento pagine del programma di mandato, consegnato ai consiglieri alle 18.03, il governatore è rimasto in piedi per cinquanta minuti, delineando, con un discorso ampio e particolareggiato, le linee guida di una legislatura che sarà discussa, come previsto dalla legge, entro i prossimi dieci giorni. Giani, articolando il suo intervento, ha posto l'accento su una sola vera notizia di carattere programmatico, dichiarando in aula che «questa sarà la legislatura della sanità territoriale, delle case e degli ospedali di comunità, di un rapporto più stretto con i medici di famiglia». Un focus, quello sul welfare sanitario, che si è poi tradotto in una delle scelte più complesse per la composizione dell'esecutivo, dove solo tre assessori uscenti sono stati riconfermati. Tra di essi spicca Monia Monni, alla quale è stata infine affidata la pesante delega alla sanità, un incarico che rappresenta una delle sfide più ardue per la regione.

Le nuove nomine e le esclusioni

La giunta bis del governatore Giani, con le sue cinque new entry, si configura quindi come un esecutivo profondamente rinnovato, dove i volti noti lasciano spazio, in molti casi, a personalità emergenti. Oltre alla giovane Diop, il cosiddetto "colpo di scena" annunciato in Consiglio regionale ha visto l'ingresso di altre figure, segnando una discontinuità netta con il passato e aprendo una fase politica del tutto nuova. Questo ridisegnamento, peraltro, non è avvenuto senza creare malumori all'interno della coalizione di maggioranza, generando reazioni di profondo rammarico in alcune federazioni territoriali del Partito Democratico, le quali hanno visto esclusi dalla squadra di governo esponenti di rilievo.

Le ripercussioni nel Partito Democratico

Proprio il Partito Democratico di Siena, ad esempio, ha espresso il proprio dispiacere per la mancata riconferma di Simone Bezzini, l'ex assessore che in questi anni aveva guidato assessorati cruciali, prime tra tutti proprio le politiche sanitarie. Il PD senese, ringraziandolo pubblicamente per l'impegno profuso e per i risultati ottenuti, ha voluto assicurare il proprio supporto per il lavoro futuro che Bezzini, nonostante l'esclusione dalla giunta, continuerà a svolgere nel suo ruolo di consigliere regionale. Una presa di posizione che evidenzia come la costruzione dell'esecutivo abbia richiesto scelte delicate, destinate a lasciare un segno nel dibattito politico interno, al di là dell'entusiasmo per le nuove nomine.

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