Giani presenta la nuova giunta toscana, con Diop vicepresidente. Biffoni, record di preferenze, resta fuori
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Redazione Interno
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Nella prima seduta del consiglio regionale, il governatore Eugenio Giani ha svelato la composizione della squadra che lo affiancherà nel suo secondo mandato, una composizione che, stando alle sue parole, intende coniugare l'indispensabile bagaglio di esperienza con l'energia delle nuove generazioni. "Non mi si può dire che non penso ai giovani", ha dichiarato Giani, sottolineando come la scelta degli assessori risponda a un preciso disegno di rinnovamento, pur nell'ambito di un equilibrio di governo reso più complesso dal quadro politico uscito dalle urne, certamente più frammentato rispetto al passato.
La nuova squadra e la figura del sottosegretario
La nuova giunta, composta da otto assessori, vede l'ingresso di figure di rilievo, tra le quali spicca quella di Mia Diop, nominata non solo assessore ma anche vicepresidente della Regione. La Diop, la cui giovane età è stata evidenziata come simbolo del ricambio voluto dal governatore, assume quindi un ruolo di primissimo piano nell'esecutivo regionale. Contestualmente, Giani ha indicato anche il nome del sottosegretario alla Presidenza, una nuova figura istituzionale, prevista dalla recente riforma dello statuto, che avrà il compito di fare da raccordo tra l'attività della Giunta e quella del Consiglio regionale.
L'esclusione di Biffoni nonostante il record
Una delle scelte che ha maggiormente attirato l'attenzione, tuttavia, riguarda un nome che non compare nell'elenco degli assessori: quello di Matteo Biffoni. L'ex sindaco di Prato, infatti, pur avendo collezionato un numero record di preferenze personali, oltre ventiduemila, il più alto mai registrato nella storia delle elezioni regionali in Toscana, non ha trovato posto nella squadra di governo. Una decisione che appare politicamente significativa, considerando il peso elettorale che un simile risultato avrebbe potuto tradursi in un incarico esecutivo, e che invece lo ha visto rimanere escluso dalla giunta.
L'equilibrio delle forze in gioco
La composizione finale dell'esecutivo, che annovera anche nomi noti come Monia Monni, Leonardo Marras, Alessandra Nardini e altri, sembra dunque essere il frutto di un calcolo che va oltre la mera conta delle preferenze raccolte dai singoli candidati. Giani ha evidently operato una selezione orientata a costruire un equilibrio interno, bilanciando le diverse anime della coalizione che lo sostiene, in uno scenario politico divenuto, come lui stesso ha rimarcato, più sfaccettato e dunque potenzialmente più difficile da governare rispetto alla legislatura precedente.




