A Travedona il film che indaga sulla morte di Pasolini, tra strategia della tensione e i suoi ultimi progetti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La memoria di Pier Paolo Pasolini, la cui scomparsa violenta avvenne sul lido di Ostia in una notte di novembre del 1975, continua a interrogare e a dividere, trovando nuova linfa in una pellicola che ne esplora le circostanze più oscure. "La macchinazione", opera diretta da David Grieco, approda domenica 2 novembre al cinema S. Amanzio di Travedona, in una proiezione serale a ingresso libero promossa dal Comune, la quale si propone di scavare in profondità nel mistero che ancora avvolge quella tragedia. Il film, andando oltre la ricostruzione superficiale, intreccia la dinamica dell'agguato mortale con elementi di più ampio respiro, legando la fine dello scrittore al clima politico di quegli anni, segnato dalla cosiddetta strategia della tensione, e ai suoi progetti artistici finali, come la scrittura di "Petrolio" e il furto delle bobine del controverso "Salò o le 120 giornate di Sodoma".

Il ricordo attraverso il calcio, sua grande passione

Proprio nel luogo simbolo della sua fine, l'Idroscalo di Ostia, la vita e la passione di Pasolini per il gioco del calcio vengono invece evocate attraverso un'iniziativa che trasforma il dolore in un gesto di vitalità. In un campo di terra battuta, con le porte di legno e i giacchetti a delimitare l'area di gioco, si disputerà "la Partitella dell'Idroscalo", un incontro che vedrà affrontarsi una Rappresentativa dei Giornalisti e la Nazionale Poeti. Quel terreno, che un tempo fu scenario di un crimine efferato, tornerà così a riempirsi di voci e di urla, riappropriandosi di un'energia ludica e popolare che al poeta era profondamente cara, ricordando come egli stesso amasse correre dietro a un pallone.

Un quadrangolare per l'intellettuale atleta

Le commemorazioni per il cinquantesimo anniversario dalla scomparsa assumono anche i contorni di una competizione sportiva vera e propria con "PPP50: Pasolini segna ancora", un quadrangolare di calcio organizzato per celebrare il suo amore autentico per questo sport e il suo valore umano e simbolico. L'evento, inserito nel cartellone di iniziative curate dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e coordinato dalla Corsa di Miguel, troverà casa niente meno che allo Stadio dei Marmi Pietro Mennea, tempio dello sport romano concesso da Sport e Salute, onorando la figura di un intellettuale che, pur tifoso del Bologna, seppe vedere nel calcio una forma di linguaggio universale e di espressione collettiva.

La cronaca di una perdita per l'Italia

La mattina del 2 novembre 1975, il ritrovamento del corpo senza vita di Pasolini sul terreno fangoso dell'Idroscalo segnò l'epilogo di una vicenda che scuoteva profondamente il Paese. Nato come poeta e scrittore, divenuto in seguito sceneggiatore e regista di film che hanno fatto discutere, Pasolini era ormai assurto al ruolo di uno degli intellettuali più influenti e discussi del suo tempo; per testate come il Corriere della Sera, alle quali prestava la sua penna acuta, era un collaboratore di prestigio, capace di interpretare con lucidità scomoda le trasformazioni e le sofferenze di un'Italia in pieno mutamento sociale e politico, i cui scritti rimangono una testimonianza indelebile del suo sguardo profetico e critico.

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