Il ritorno del controller: Valve fissa la data, ma la Steam Machine resta ferma per colpa della RAM
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Redazione Scienza e Tecnologia
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È ufficiale: il nuovo Steam Controller arriva nei negozi (digitali e non) il 4 maggio 2026, al prezzo di 99 euro. Valve ha rotto il silenzio nelle scorse ore, confermando indiscrezioni che nelle ultime settimane avevano alimentato l’attesa tra gli appassionati dell’ecosistema PC, ma l’annuncio porta con sé una sottotraccia tecnica piuttosto rilevante. Il controller, insomma, farà il suo debutto in solitaria. La piattaforma, attraverso un aggiornamento pubblicato direttamente su Steam, ha chiarito i dettagli commerciali – il costo è competitivo se si guarda ai rivali diretti – e ha gettato luce sui motivi di una separazione forzata: la tanto attesa Steam Machine, l’hardware che avrebbe dovuto fare da traino a questa periferica, non uscirà insieme al nuovo gamepad. Il motivo? Quello che molti sospettavano, ovvero la crisi mondiale della RAM, un settore letteralmente prosciugato dalla corsa all’intelligenza artificiale generativa.
Un dispositivo pensato per vivere nell’ecosistema Steam (anche se manca il pezzo principale)
Dal punto di vista tecnico, la nuova periferica – che ricordiamo essere la sorella maggiore (anzi, minore) del controllo dello Steam Deck – è progettata per dialogare in modo nativo con PC, laptop, e naturalmente con la stessa console portatile Valve e i futuri Steam Frame. La filosofia dell’azienda è chiara: offrire un’estensione fisica della piattaforma, mantenendo la compatibilità trasversale come priorità assoluta. Tuttavia, se è vero che il controller arriverà puntuale all’appuntamento di maggio, la sua “controparte” da salotto, la Steam Machine, resta purtroppo ferma ai blocchi di partenza. Valve ha dovuto prendere una decisione drastica a causa di una congiuntura economica globale che ha letteralmente risucchiato le scorte di memoria, e la spiegazione fornita dall’azienda è fin troppo lineare: senza RAM a prezzi sostenibili, non si può produrre l’hardware. La “linea diretta” tra i vecchi progetti (come il primo Steam Controller e le Steam Machine originali) e il Deck è stata interrotta proprio da uno scoglio logistico che, paradossalmente, rende il nuovo controller un prodotto forse più “orfano” del previsto.
L’intelligenza artificiale come “buco nero” delle risorse e le difficoltà produttive
La crisi delle memorie – ribattezzata in gergo “RAMageddon” – è il vero leitmotiv di questo rinvio. I grandi produttori come Samsung, SK Hynix e Micron hanno spostato la stragrande maggioranza della loro produzione verso i chip HBM (High Bandwidth Memory) e le DDR5 di fascia server, fondamentali per alimentare i data center dedicati all’AI. Questa riallocazione, spinta dall’inarrestabile domanda di intelligenza artificiale generativa, ha creato una bolla speculativa e una penuria di componenti per l’elettronica di consumo. Di conseguenza, assemblare una Steam Machine oggi comporterebbe costi proibitivi per Valve, che preferisce attendere che i prezzi si stabilizzino piuttosto che lanciare un prodotto a un prezzo fuori mercato. L’azienda, attraverso le parole del programmatore Pierre-Loup Griffais – intervistato proprio in concomitanza con l’annuncio – ha confermato che il progetto Steam Deck 2 procede, ma anche in quel caso si sta “lavorando duramente” senza alcuna finestra di lancio certa, proprio perché i prezzi dei componenti sono in continua e violenta fluttuazione.
Specifiche tecniche e la scelta di un lancio scaglionato
Nonostante questa separazione forzata, il nuovo Steam Controller arriva sul mercato con un bagaglio tecnico piuttosto interessante. Dispone di trackpad tattili a doppia zona, grilletti a doppia corsa, quattro pulsanti aggiuntivi posteriori (come sul Deck) e un giroscopio ad attivazione tattile che si innesta solo quando le mani afferrano le impugnature. L’autonomia dichiarata è di 35 ore grazie a una batteria agli ioni di litio, mentre la connettività è garantita sia via Bluetooth che via USB-C, senza dimenticare il “Puck” magnetico che funge sia da ricevitore wireless a bassa latenza (2.4 GHz) che da docking station di ricarica. Per quanto riguarda il futuro, Valve ha chiarito che non c’è un’ostinazione a lanciare i prodotti tutti insieme: l’obiettivo è far arrivare il controller nelle mani degli utenti il prima possibile, mentre la Steam Machine – e probabilmente anche il visore Steam Frame – restano in attesa di tempi economici migliori. Un’attesa, quella per la console da salotto, che rischia di protrarsi ancora a lungo, almeno fino a quando la voragine di domanda creata dall’AI non darà un po’ di tregua al mercato delle memorie.




