Trieste e Muggia chiudono le scuole, il gelo artico imbianca le spiagge venete

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre un'ondata di freddo polare, la cui discesa verso sud era stata ampiamente prevista dai modelli, continua a stringere nella sua morsa il Nordest, le amministrazioni locali adottano misure cautelative. I sindaci di Trieste e Muggia, infatti, hanno disposto la chiusura di tutti gli istituti scolastici per la giornata di domani, mercoledì 7 gennaio, a causa della combinazione pericolosa tra precipitazioni nevose e il ritorno della bora, le cui raffiche – si stima – potranno toccare punte prossime ai cento chilometri orari. Una decisione, questa, presa nell’interesse della sicurezza di studenti e personale, considerando le temperature rigidissime che accompagnano l’evento e le criticità che il vento forte può generare sulla viabilità ordinaria e sui trasporti.

L'Epifania bianca sul litorale veneto

Lo stesso impulso di aria gelida, che sta interessando il Friuli, ha regalato nel giorno dell’Epifania uno spettacolo inconsueto alle località balneari della Venezia orientale. Correnti freddissime, provenienti da est e cariche di umidità, hanno infatti scatenato una nevicata che ha imbiancato, seppur in maniera disomogenea, il litorale da Jesolo a Bibione, passando per Caorle. Un evento, quello del 6 gennaio, che non si verificava con simile intensità dal gennaio del 2017, quando – è bene ricordarlo – una situazione meteorologica analoga portò fiocchi a sfiorare il mare Adriatico. Alcuni di essi, in questa occasione, hanno svolazzato persino sui canali di Venezia, sebbene senza attecchire al suolo nel centro storico.

La neve "attacca" sulla sabbia

Ciò che ha colpito, in particolare, è stata la capacità della neve di depositarsi stabilmente sulla sabbia delle spiagge, un fenomeno che richiede condizioni termiche molto precise e che si è verificato soprattutto a Jesolo e Caorle. Mentre a Eraclea Mare la precipitazione è rimasta più debole, limitandosi a fiocchi senza accumulo, nelle altre località il manto bianco – seppur discontinuo e soggetto a veloci scioglimenti nelle ore successive – ha trasformato il paesaggio costiero. Le temperature, scese fin verso lo zero termico durante il periodo più intenso del rovescio, hanno favorito questo insolito accumulo, regalando immagini che hanno rapidamente fatto il gioco dei social network e dei telegiornali locali.

L'attenzione si sposta sulla giornata di mercoledì

Se l’Epifania si è dunque chiusa con un quadro dai toni quasi coreografici e senza particolari disagi rilevati per la circolazione, l’attenzione delle autorità è ora totalmente rivolta all’evolversi della situazione nella notte e nella mattinata di domani. L’ordinanza che ufficializza la chiusura delle scuole a Trieste e Muggia, motivata esplicitamente dal rischio associato a neve e bora, rappresenta la risposta istituzionale a un evento meteo le cui conseguenze pratiche, soprattutto in contesti urbani e sulle strade, possono diventare rilevanti. Il monitoraggio continuo delle condizioni, del resto, rimane essenziale per gestire un episodio di maltempo che unisce la suggestione di un raro fenomeno naturale alla necessità di una diligente prevenzione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.