Pirlo nuovo ct Italia, stop alla nomina dopo il caso Russia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Pirlo nuovo ct Italia non sarà più una soluzione per la panchina azzurra: secondo quanto riferito, il presidente della FIGC Giovanni Malagò non avrebbe dato l’ok definitivo per procedere con la nomina dell’ex centrocampista. La decisione arriva dopo le polemiche legate al ruolo di Pirlo come ambassador di Fonbet, agenzia russa di scommesse collegata alla vicenda che ha acceso il dibattito politico intorno alla possibile scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale. I legali dell’ex calciatore avevano chiarito gli aspetti contrattuali, presentando la documentazione necessaria, ma la situazione è cambiata dopo le pressioni emerse.

La trattativa per la panchina azzurra si ferma dopo le polemiche

La possibilità di vedere Andrea Pirlo alla guida dell’Italia sembra quindi essersi allontanata dopo il confronto sulla sua collaborazione professionale con il colosso russo delle scommesse. La questione aveva coinvolto il ruolo del nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò, chiamato a valutare la scelta del nuovo commissario tecnico. Le informazioni riportate indicano che, nonostante gli elementi forniti dai legali di Pirlo e la presenza dei documenti relativi all’accordo, non sarebbe arrivato il via libera definitivo per chiudere l’operazione.

Al centro del dibattito è rimasto il rapporto tra Pirlo e Fonbet, collaborazione descritta dall’ex centrocampista come esclusivamente commerciale e sportiva. La vicenda è stata collegata anche al ruolo di ambassador dell’agenzia russa di scommesse e ai legami con il club United FC di Dubai, dove Pirlo lavora e il cui presidente Sergey Lomakin viene indicato come azionista. Le reazioni hanno portato nuove valutazioni sulla possibilità di affidargli la panchina della Nazionale italiana.

Il comunicato di Pirlo e la spiegazione sul rapporto commerciale

Andrea Pirlo aveva rotto il silenzio sulla vicenda con un comunicato pubblicato dopo le discussioni nate intorno al suo nome come possibile ct dell’Italia. L’ex centrocampista ha spiegato di aver sempre svolto la propria attività nel rispetto delle leggi dei Paesi in cui ha lavorato e degli accordi sottoscritti durante la carriera. Nel messaggio ha espresso rammarico per le polemiche e ha definito la collaborazione professionale al centro della discussione come un rapporto di natura commerciale e sportiva.

Nel suo intervento Pirlo ha anche precisato che attribuire un significato politico alla collaborazione significherebbe associargli convinzioni che, secondo quanto dichiarato, non avrebbe mai espresso e che non gli apparterrebbero. Il comunicato è arrivato mentre la sua candidatura alla guida della Nazionale era già sotto attenzione per le reazioni suscitate dalla vicenda. La posizione dell’ex giocatore, quindi, si è inserita in un momento decisivo per la scelta del nuovo commissario tecnico.

La posizione della FIGC dopo il confronto sulla scelta del ct

La nomina di Pirlo come nuovo allenatore dell’Italia, che sembrava avviata dopo la sistemazione degli aspetti legali, si è fermata prima della conclusione definitiva. Le valutazioni sulla panchina azzurra sono state influenzate dalle polemiche nate attorno alla collaborazione commerciale dell’ex centrocampista e dalle pressioni che hanno coinvolto la FIGC. Il mancato ok finale di Malagò ha cambiato il quadro della trattativa e rende improbabile il suo arrivo come commissario tecnico.

La vicenda resta quindi legata al confronto tra la candidatura sportiva di Pirlo e le conseguenze generate dal dibattito sulla sua attività da ambassador. L’ex centrocampista aveva ribadito il rispetto delle regole e degli accordi firmati, mentre la scelta della FIGC si è bloccata dopo le valutazioni emerse nelle ultime ore. La panchina dell’Italia resta così al centro dell’attenzione dopo il cambio di scenario sulla possibile nomina.

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