Caso Russia Pirlo, la firma che mette in dubbio il nuovo ct

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il caso Russia Pirlo ha fermato la trattativa per Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico della Nazionale: l’accordo, ormai vicino alla chiusura, ha subito una brusca frenata per motivi soprattutto legati all’opportunità della scelta. L’ex centrocampista, oggi allenatore dello United Fc di Dubai, è infatti global ambassador di Fonbet, importante società di scommesse con legami in Russia. Il nodo non riguarda soltanto il marchio di betting, perché in Italia basterebbe un’eventuale rescissione del contratto per superare il problema, ma soprattutto il rapporto dell’azienda con il contesto russo.

Il viaggio a Mosca e la collaborazione con Fonbet

La questione intorno ad Andrea Pirlo è emersa anche per un episodio avvenuto a fine maggio, quando l’ex campione del mondo si trovava a Mosca per una iniziativa legata alla società di scommesse. In quella circostanza Pirlo firmò autografi insieme al calciatore Artem Dzyuba, mentre la Russia portava avanti un attacco contro Kiev con 600 droni e 90 missili, indicato come uno degli attacchi più massicci dall’inizio della guerra. Il viaggio e il ruolo di ambassador per Fonbet hanno quindi aggiunto elementi di discussione proprio nel momento in cui la federazione valuta la scelta del nuovo ct.

La trattativa per affidare la panchina della Nazionale a Pirlo è stata sostenuta da Paolo Maldini e Leonardo, dopo il no di Pep Guardiola. Il nome dell’ex centrocampista campione del mondo era diventato la principale alternativa per il ruolo di commissario tecnico, ma gli ultimi sviluppi hanno creato nuove difficoltà. Giovanni Malagò, presidente federale che avrebbe preferito puntare su Roberto Mancini, vuole ora approfondire la situazione prima di arrivare a una decisione definitiva.

Le perplessità di Malagò e le critiche sul nuovo ct

Il caso Russia legato a Pirlo ha ampliato le perplessità sulla scelta del nuovo allenatore della Nazionale. Alle questioni già emerse si è aggiunto l’imbarazzo per la tempesta politica e per le reazioni dell’opinione pubblica, che hanno accompagnato il possibile arrivo dell’ex centrocampista sulla panchina azzurra. Malagò sta riflettendo sulla firma mentre Pirlo considera le critiche ricevute «strumentali e ipocrite» e difende la propria posizione.

L’accoglienza riservata a Pirlo come possibile nuovo ct è stata segnata da numerose contestazioni. Alcuni hanno ricordato le critiche iniziali che accompagnarono anche l’avvio dell’avventura di Enzo Bearzot negli anni Settanta, poi diventata una pagina importante della storia del calcio italiano. Nel caso dell’ex centrocampista, però, il percorso verso la panchina della Nazionale deve ancora superare le tensioni nate dopo il viaggio in Russia e il rapporto professionale con Fonbet.

Il futuro dell’accordo resta quindi al centro delle valutazioni federali. La candidatura di Andrea Pirlo, arrivata dopo il confronto con altri profili e sostenuta da alcuni ex protagonisti del calcio italiano, è ora accompagnata da interrogativi legati all’opportunità della scelta e alle conseguenze del suo ruolo di ambassador per una società di scommesse russa. Il presidente Malagò deve ancora definire la posizione finale sul nuovo ct.

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