Ferrari Hypersail, il monoscafo volante che sfida il mare con il giallo e il carbonio
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Redazione Sport
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Non l’asfalto, questa volta, ma l’oceano. E non il rombo di un motore V12, bensì il silenzio tagliente delle onde solcate da un monoscafo di trenta metri capace di librarsi sopra l’acqua. Ferrari, o meglio la casa di Maranello, ha presentato alla Milano Design Week il suo nuovo gioiello – che di automobilistico, va detto, conserva soltanto lo spirito – e l’ha battezzato Hypersail. Si tratta, nel dettaglio, di un’imbarcazione oceanica da cento piedi (poco più di trenta metri, per l’appunto) progettata per “spostare i limiti del possibile”, come si legge nella nota ufficiale, grazie a una combinazione inedita tra tecnologia estratta dal mondo della Formula 1 e soluzioni aeronautiche applicate alla vela.
L’architettura navale firmata Verdier e lo studio Ferrari
Il progetto, che qualcuno ha già definito una “scommessa sul mare”, poggia su una struttura a foil: quelle ali idrodinamiche, insomma, che sollevano lo scafo riducendo l’attrito e consentendo velocità altrimenti irraggiungibili per una barca di queste dimensioni. A disegnarne la silhouette non è stato un qualsiasi cantiere, bensì l’architetto navale Guillaume Verdier – nome noto nell’America’s Cup – in collaborazione con il Ferrari Design Studio. Il risultato? Una linea tesa, quasi aggressiva, dove l’aerodinamica da corsa si fonde con la necessità di tenuta in condizioni oceaniche. Nessun dettaglio è lasciato al caso, a cominciare dalla scelta cromatica.
Il Giallo Fly, una seconda pelle che viene da lontano
Per la livrea, infatti, è stato recuperato un colore storico della casa: il Giallo Fly, quella stessa tinta che debuttò sulla 275 GTB e che da allora accompagna alcune delle vetture più iconiche del Cavallino. Sull’Hypersail, questo giallo – ribattezzato per l’occasione Nuovo Giallo Fly – occupa una posizione dominante, incastrandosi perfettamente con le superfici in carbonio a vista, il cui grigio è stato rinominato Grigio Hypersail. Una scelta, questa, che non è soltanto estetica: il “Fly” nel nome richiama anche la capacità del monoscafo di volare letteralmente sopra le onde, grazie ai foil. Così, il colore diventa narrazione, e la narrazione diventa identità.
Una piattaforma di open innovation senza precedenti
Hypersail, a ben guardare, non è solo un’imbarcazione: è stata presentata come un laboratorio galleggiante, una “piattaforma di open innovation” in cui competenze disparate – dall’ingegneria navale alla modellazione fluidodinamica – convergono per ridefinire la progettazione nautica. Nessun dettaglio è stato lasciato al caso, nemmeno quello del debutto pubblico: la Design Week di Milano ha fatto da cornice a un evento che, di fatto, segna l’ingresso ufficiale del Cavallino Rampante nel mondo del mare. Con una differenza sostanziale rispetto a qualsiasi altro yacht, però: qui il DNA è quello della pista, riletto in chiave offshore. E il risultato, almeno sulla carta, promette di essere destabilizzante per l’intero settore.




